La strada, tutta in “salita”, è quella che porta in Val Di Cornia dove un piccolo commerciante ambulante di noccioline americane è riuscito in un’impresa unica nel nostro Paese: produrre arachidi 100 per 100 italiane. Marco Razzolini, laureato in Giurisprudenza, oggi imprenditore agricolo della Costa degli Etruschi, davanti all’Isola d’Elba, tra Venturina e San Vincenzo, a circa 3 chilometri dalle splendide spiagge di Rimigliano e dal Golfo di Baratti, coltiva noccioline per poi commercializzarle in maniera diretta. Prossimo step? La certificazione del suo prodotto.

L’idea. “Ho iniziato come ambulante”, spiega l’imprenditore Marco Razzolini, “a vendere noccioline nei mercati della zona e a tostarle con un tostatore del 1950 e l’idea di coltivarle mi è venuta solo quando la gente mi ha iniziato a chiedere da dove venissero e se fossero italiane. E così ho pensato di produrle in proprio per certificarne la provenienza e ottenere più fiducia da parte dei clienti”.

Come si coltiva. “Vista la tipicità dei nostri terreni, prevalentemente sabbiosi con un Ph sub acido e una temperatura ottimale (intorno ai 15 gradi centigradi in primavera), ho deciso di indirizzare la produzione agricola verso la coltivazione dell’arachide, coltura unica nella zona, passando direttamente dal produttore al consumatore in modo da accorciare la filiera fino ai minimi termini. A livello nazionale non è ancora una coltura molto sviluppata e le tecniche sono ancora in fase sperimentale ma i risultati sono buoni riuscendo a produrre fino a 20 quintali per ettaro nelle migliori annate. La coltivazione dell’arachide è stata abbandonata quasi del tutto in Italia negli anni ‘70 per problemi di meccanizzazione ed il legume oggi è presente in forme diverse sulle nostre tavole ma i consumi italiani ed europei sono coperti esclusivamente dall’importazione. Le maggiori difficoltà si incontrano nella fase finale del ciclo produttivo quando la pianta, estratta dal terreno e lasciata asciugare in andana per tre o quattro giorni, deve essere trattata per separare il fogliame dal prodotto commestibile. Questo lavoro viene effettuato con una speciale trebbiatrice a fermo. Per questo motivo la raccolta dell’arachide dal campo viene effettuata ancora a mano. Dopo aver acquistato i macchinari in Cina, visto che non si trovano in Italia, come trebbiatrici a fermo e una seminatrice speciale che rilascia due semi per volta, un mio amico senegalese mi ha aiutato ad apprendere le tecniche di produzione, in quanto, in Italia nessun agronomo conosce bene l’argomento”.

Sulle nostre tavole – “Le arachidi di nostra produzione vengono trasformate in molti modi. Principalmente vengono tostate con un antico tostatore a legna risalente al 1950. Il particolare metodo di cottura conferisce alle nostre arachidi un caratteristico colore ed un gusto davvero particolare. Sgusciate vengono utilizzate per produrre le famose “addormentasuocere” (arachidi caramellate) oppure inserite nei cantuccini, biscotti a base di arachide arricchiti con cioccolato, fichi o albicocche. Alti modi di mangiare le nostre arachidi sono gustandole tostate e salate oppure all’interno di barrette croccanti. Inimitabile il nostro burro di arachidi”.

Noccioline maremmane Marco Razzollini

Verso la certificazione – Marco Razzolini ha un sogno, quello di poter vedere certificate le sue noccioline. “E’ un passo importante che conferirebbe al nostro prodotto un particolare prestigio. Mi piacerebbe che in futuro le nostre arachidi, quelle italiane, dell’Alta Maremma, fossero riconosciute a livello istituzionale. La strada è ancora lunga ma stiamo lavorando verso questa direzione”.