di Olga Capobianchi

E’ un olio speciale, antico, frutto di tradizioni tramandate di padre in figlio. Un olio extra vergine d’oliva gustoso a ogni assaggio, ingrediente in grado di valorizzare le ricette più varie, dai piatti salati ai dolci, dalle insalate alle zuppe, e che sa essere persino protagonista nei gelati. Un olio che, tuttavia, lo scorso anno ha sofferto sul piano della produzione a causa del terremoto e delle abbondanti nevicate. Ma per l’Aprutino Pescarese Dop è un momento molto importante: ha da poco celebrato il suo ventennale di certificazione nel 2016 con una serie di eventi che si sono protratti fino ad oggi. I soci sono ambiziosi: puntano a raddoppiare presto la produzione e raggiungere la quota sostanziosa dei 2.000 quintali l’anno. Un convegno appena concluso e corsi per studenti testimoniano l’impegno sul territorio al fine di valorizzare questa eccellenza abruzzese.

La produzione e i danni per il terremoto e le nevicate abbondanti

Gli ultimi dati ufficiali si riferiscono al 2015, quando la produzione si è attestata sui 700 quintali di olio Dop. Dal 2014 al 2017, la produttività dell’olio Dop Aprutino Pescarese è stata bassa causando problemi di redditività e commercializzazione: “Il nostro prodotto è molto competitivo per il rapporto qualità-prezzo e quindi abbiamo parecchie richieste sul mercato – spiega il presidente del Consorzio Olio Dop Aprutino Pescarese, Silvano Ferri, 67 anni, di Moscufo – siamo presenti nella grande distribuzione, come ad esempio nell’Esselunga nel Nord Est d’Italia, nella Conad ‘Sapori e dintorni’, nella Coop Alleanza 3.0, e non poter soddisfare completamente la richiesta di queste aziende dispiace. L’ultimo anno buono risale al 2013”. Previsioni per l’ultima campagna olearia? “Da gennaio a marzo dello scorso anno – chiarisce Ferri – si è fermato tutto per il terremoto, che ha provocato danni alle strutture delle aziende, e per le abbondanti nevicate e gelate che hanno distrutto uliveti secolari. E’ stato un inizio 2017 molto difficile. La siccità ci ha creato qualche problema ma ci ha favorito nella qualità del prodotto dandoci olive molto sane che non sono state attaccate dalla mosca. La ripresa è partita ad aprile. Non ancora finiamo la certificazione dell’olio della campagna olearia 2016-2017 ma si prevede un’annata migliore del 2013 con una produzione di circa 850-900 quintali di olio Dop. Ci sono produttori che in questi giorni stanno ancora certificando. Noi puntiamo comunque per il futuro a una produzione quasi doppia, intorno ai 1.500-1.600 quintali, per poi spingerci nel giro di quattro anni fino ai 2.000 quintali”.

Ulivi danneggiati

Le tre varietà della Dop

La Dop Aprutino Pescarese è ottenuta da tre varietà d’oliva tipiche della provincia di Pescara: la Dritta dell’area vestina, la Toccolana dell’area casauriense, e il Leccino, diffuso su tutto il territorio regionale. Quando prevale la presenza della varietà Dritta, l’olio ha un colore giallo con riflessi verdi e un fruttato medio ed erbaceo, con note di carciofo; in bocca risulta moderatamente piccante con sensazioni di amaro in chiusura. Quando prevale il Leccino, l’extra vergine d’oliva Dop Aprutino Pescarese ha un colore giallo con riflessi verdi e un fruttato leggero ed erbaceo, con note di mandorla verde; in bocca risulta moderatamente piccante e amaro. Quando prevale la Toccolana, l’olio ha un colore giallo con riflessi verdi e un fruttato medio ed erbaceo, con note di mandorla verde e pomodoro; in bocca risulta piccante con note di amaro in chiusura.

Il territorio di produzione

Le vendite in Italia e all’estero, dalla Svezia al Giappone

Ma su quali tavole finisce l’olio Dop Aprutino Pescarese? “In Italia vendiamo di più nelle regioni del Nord Est – spiega il presidente del Consorzio – siamo apprezzati molto in Veneto, Emilia Romagna, Marche e poi in Abruzzo. Anche in Lombardia. All’estero riusciamo a vendere in Germania, Stati Uniti, Canada e da cinque anni anche in Giappone. Sono stati i giapponesi a venirci a trovare, hanno fatto dei test, hanno fatto degli assaggi, hanno voluto conoscere dettagliatamente la pratiche agronomiche, le tecnologie usate per l’estrazione dell’olio ed anche la storia di chi produce. Il mercato in Giappone cresce sempre di più perché, a differenza di altri paesi, questa nazione presta una grandissima attenzione alla divulgazione del consumo dell’olio extravergine d’oliva. L’hanno scorso, inoltre, abbiamo avuto un ingresso straordinario in Svezia attraverso una catena di ristoranti di uno chef, che ha anche un locale nella capitale, che consente ai propri clienti di portarsi a casa una bottiglietta con l’olio non consumato”. Un fatto certamente originale che aiuta a far conoscere ed apprezzare ancora di più l’olio Dop.

Veduta degli ulivi

Il territorio dell’olio e la menzione “Prodotto di montagna”

L’olio extra vergine d’oliva Dop Aprutino Pescarese ha origine in provincia di Pescara lungo la vallata del fiume Tavo, in area vestina, e lungo l’alta valle del fiume Pescara, in area casauriense. La zona di produzione comprende esclusivamente la provincia di Pescara, un territorio collinare e pedemontano, tra le catene montuose del Gran Sasso e della Majella, con un clima particolarmente temperato, caratterizzato da un perfetto equilibrio tra esposizione ai venti e umidità. A seguito della modifica del Disciplinare di Produzione ai sensi del Reg. (CE) n. 1151/2012 e successivo decreto ministeriale numero 57167 del 26 luglio 2017, i produttori dei territori di 24 comuni potranno fregiarsi in etichetta della menzione “Prodotto di montagna”.

Bontà e sapore nella brillantezza

Un po’ di storia, dai romani ai monaci delle abbazie

Il nome dell’olio Aprutino Pescarese si rifà al termine latino Aprutium, antico toponimo dell’area Vestina, poi denominata “Aprutina”. Già in epoca romana- si ricorda sul sito del Consorzio – olivo e olio facevano parte della cultura agricola e alimentare dell’area pescarese ed erano oggetto degli scambi che avvenivano tra Roma e questi municipi periferici. Ma fu attorno al XII secolo, grazie ai monaci delle abbazie di San Clemente a Casauria, Santa Maria d’Arabona a Manoppello, Santa Maria del Lago a Moscufo, Santa Maria Maggiore a Pianella e Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino, che si posero le basi per una solida olivicoltura in Abruzzo con le prime prove di selezione delle piante di olivo.

La raccolta

Il primato della Dop Aprutino Pescarese e il consorzio

“La Dop Aprutino Pescarese – racconta Silvano Ferri – insieme ad altre 4 produzioni, è stata la prima Dop riconosciuta ufficialmente in Italia, a testimonianza della qualità̀ dell’olio e della credibilità̀ e serietà̀ dei produttori. Sin dalla sua nascita nel 1992, il Consorzio si è fatto promotore dell’elaborazione del Disciplinare di produzione per il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta da parte della Comunità̀ Europea, che è avvenuto il 2 luglio 1996, con il regolamento numero 1263. Alla sua costituzione, solo 10 produttori commercializzavano l’olio con una propria etichetta, mentre la maggior parte della produzione veniva venduta sfusa fuori regione. Oggi i soci sono circa 60, con quattro cooperative che mediamente hanno però 150-200 soci l’una. Copriamo il 90% del tessuto produttivo dell’olio Dop della provincia di Pescara, con una base produttiva di oltre 2.500.000 piante di ulivo su una superficie di circa 17.000 ettari: valori questi che rappresentano 1/3 dell’intero comparto olivicolo oleario dell’Abruzzo”.

Il convegno di Pianella nell’Anno del cibo italiano

A Pianella, in provincia di Pescara, nella sala consiliare del Comune, durante la tavola rotonda che si è svolta il 13 gennaio, si è anche fatto il bilancio dell’attività del Consorzio di tutela, anche a seguito dell’approvazione da parte del Ministero dell’Agricoltura delle modifiche al disciplinare di produzione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale 238 dell’11 ottobre 2017 per essere sottoposte all’esame della Comunità europea. Alla presenza fra gli altri del presidente del Daq (Distretto agroalimentare di qualità) Olio d’oliva d’Abruzzo, Sandro Marinelli, avvocato e sindaco di Pianella, il Convegno “Olio Dop Aprutino Pescarese: tra passato, presente e futuro”, nell’ambito del Progetto “Olio Dop Aprutino Pescarese. Creare valore, generare sviluppo”, approvato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con D.M. 58791 del 27 luglio, si è quindi svolto proprio nei primi giorni del 2018, proclamato dai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo, “Anno del Cibo Italiano”.  “Durante il convegno – racconta Silvano Ferri – sono stati affrontati argomenti relativi alle caratteristiche agronomiche delle tre cultivar della Dop Aprutino Pescarese, alle tecnologie innovative, ai cambiamenti nelle percezioni dei consumatori, agli aspetti salienti del PSR Abruzzo 2014-2020 per la promozione e la valorizzazione dei prodotti tipici a denominazione, all’Olio Dop come vettore di promozione turistica”.

L’antico frantoio

Corsi di assaggio per gli studenti

Il Consorzio organizza anche dei mini corsi di assaggio con le scuole cercando di fare formazione. L’obiettivo è quello di diffondere le buone abitudini alimentari tra le nuove generazioni passando attraverso un consumo più consapevole di questo prodotto che porta ad un miglioramento della salute. “La scoperta del meraviglioso mondo dell’olio – spiegano al Consorzio – parte dalla storia dell’albero dell’ulivo, che adorna tanti paesaggi mediterranei, per arrivare al suo frutto. Da qui la raccolta, la molitura, l’imbottigliamento, tutte fasi che condotte a regola d’arte portano ad un olio di qualità”. Una sfida molto interessante ed apprezzata è quella di fare delle degustazioni guidate usando l’olio non solo come condimento, ma anche come ingrediente principale nella preparazione di dolci e gelati.

Progetti: il convegno per i frantoiani

“Il prossimo mese organizzeremo un convegno importante per i frantoiani – annuncia il presidente del Consorzio – è vero che la qualità nasce dal campo però è anche vero che si decide tutto all’interno del frantoio. Per questo è importante che il frantoiano sia oggi una persona tecnicamente preparata perché lavora lui l’oliva e deve farlo con la perfetta conoscenza della macchina che ha a disposizione, in modo tale da far esprimere al meglio il sapore e il profumo di un olio che deve uscire straordinario, eccellente”. In poche parole, Dop.

Olive da cogliere