A cura del dottor Edoardo Verdino, dietologo e nutrizionista  

Pecora

Il termine “pecora” è il nome comune dei mammiferi della famiglia dei Bovidi, Genere Ovis, comprendente sei specie selvatiche e diverse razze domestiche diffuse in quasi tutto il mondo (escluse le regioni artiche e l’America Meridionale). Nell’uso comune con il termine “pecora” si tende a indicare perlopiù l’animale domestico femmina (riservando il nome di montone per il maschio adulto, e il nome di agnello per l’animale giovane di entrambi i sessi fino a un anno d’età). La pecora viene allevata per il latte, la carne e la lana. La carne di pecora adulta, che può presentare differenze nutrizionali e organolettiche a seconda dell’età dell’animale, ha sapore e odore che ricordano quelli della carne di agnello, ma più intensi e robusti.

Quali sono le proprietà nutrizionali? 

100 grammi di carne cotta di pecora sviluppano mediamente 360 calorie e contengono approssimativamente (tenendo presente che i valori nutrizionali possono variare in base ai diversi tagli di carne e all’età dell’animale):

  • 14 g di proteine
  • 33 g di lipidi
  • 100 mg di sodio
  • 2 mg di ferro
  • 9 mg di calcio
  • 157 mg di fosforo
  • 350 mg di potassio
  • 2 mg di zinco
  • 140 mcg di Tiamina (vitamina B1)
  • 190 mcg di Riboflavina (vitamina B2)

Quando non mangiare la carne di pecora? 

A oggi non sono note interazioni tra il consumo di carne di pecora e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.

Reperibilità della carne di pecora 

La carne di pecora è reperibile tutto l’anno.

Possibili benefici e controindicazioni

La carne di pecora adulta è relativamente poco apprezzata, solitamente le viene preferita quella di agnello e quella di castrato (che è l’esemplare maschio che viene castrato per migliorare la qualità della carne). Questa carne contiene una buona quantità di proteine ed è inoltre una buona fonte di ferro, minerale indispensabile per il trasporto dell’ossigeno a tutti gli organi e tessuti dell’organismo, e di potassio, importante per il corretto funzionamento e per la trasmissione degli impulsi nervosi. Poiché la carne di pecora è molto grassa, può risultare di difficile digestione e se ne sconsiglia quindi il consumo a soggetti con disturbi a carico dell’apparato digerente. Il consumo è controindicato inoltre a coloro che soffrono di problematiche a carico dell’apparato cardiovascolare. La carne di pecora è inoltre una fonte di purine, sostanze coinvolte nell’insorgenza di disturbi come gotta o calcoli renali: il consumo di questa carne è dunque sconsigliato ai soggetti affetti da queste patologie.

Agnello

Per agnello si intende un esemplare giovane (età non superiore ai 12 mesi) di pecora (femmina) o di ariete (maschio, anche detto montone). L’agnello è una creatura domestica erbivora soggetta ad allevamento da parte dell’uomo. In genere è macellato in giovane età per la produzione di carne.

L’agnello è un alimento ricco di proteine ad alto valore biologico e di vitamine del gruppo B. Possiede una carne gradita a molti ma dal gusto più intenso rispetto a bovini e suini e anche per questo motivo, la carne di agnello è molto apprezzata dagli amanti della carne ovina e intollerabile per chi, al contrario, non gradisce il gusto e l’aroma tipici dell’animale. NB. Rispetto alla pecora, al montone e al castrato, quella di agnello è senz’altro la carne più delicata.

Proprietà e valori nutrizionali

I lipidi contenuti nell’agnello sono a prevalenza satura ma, poiché contenuti in modeste quantità, non dovrebbero incidere negativamente sulla lipemia del soggetto sano. La quantità di colesterolo non si distacca molto dalla media delle carni presenti in commercio, ma si consiglia di fare attenzione alla coratella, in quanto appartenente al gruppo delle frattaglie. Come detto, le proteine sono presenti in buone quantità e ad alto valore biologico; NON sono presenti carboidrati o fibre. L’apporto energetico complessivo non è eccessivo e per certi tagli appare addirittura basso; quello più importante si riferisce alla media delle carni private del grasso visibile (Agnello, crudo), poiché tra queste rientrano anche la pancia ed alte parti più lipidiche. Tra i sali minerali spiccano i contenuti di potassio e di ferro (quest’ultimo molto utile in caso di anemia sideropenica), mentre per quel che concerne le vitamine è notevole l’apporto di niacina (vit. PP).

Composizione nutrizionale per 100 g di agnello crudo (Valori di Riferimento delle Tabelle di Composizione degli Alimenti – INRAN)

Agnello crudo
Parte edibile 100.0%
Acqua 70.1g
Proteine 20.0g
Amminoacidi prevalenti Ac. glutammico, ac. aspartico, lisina
Amminoacido limitante Triptofano
Lipidi TOT 8.8g
Acidi grassi saturi 4.28g
Acidi grassi monoinsaturi 3.33g
Acidi grassi polinsaturi 0.42g
Colesterolo 70.0mg
Carboidrati TOT 0.0g
Amido 0.0g
Zuccheri solubili 0.0g
Fibra alimentare 0.0g
Solubile 0.0g
Insolubile 0.0g
Energia 159.0kcal
Sodio 88.0mg
Potassio 350.0mg
Ferro 1.7mg
Calcio 10.0mg
Fosforo 190.0mg
Tiamina 0.15mg
Riboflavina 0.28mg
Niacina 6.0mg
Vitamina A tr
Vitamina C 0.0mg
Vitamina E – mg

L’esperto

Il dottor Edoardo Verdino è nutrizionista e dietologo oltre che specialista in Biochimica clinica. La sua attività si svolge tra Napoli e Benevento ed è autore del libro Nutriamoci (casa editrice Historica). Questo invece, è l’indirizzo web del suo sito personale: http://www.edoardoverdino.it/