di Olga Capobianchi

Sia bianchi che rossi, accompagnano i piatti della cucina siciliana, dalla pasta alla Norma alle ruote di pesce spada o agli involtini alla messinese, e sono sempre più ricercati dagli chef di successo. I vini della Doc Sicilia stanno vivendo un momento d’oro nelle vendite e rappresentano una nuova filosofia imprenditoriale, fare sistema e puntare tutto sulla qualità: «Lavorare insieme, per tutte le componenti della filiera, è la strada principale per aiutare lo sviluppo del mondo viticolo siciliano», è il must di Antonio Rallo, 51 anni, di Marsala, agronomo, enologo, produttore, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia.
Una strategia che ha portato ad un aumento del 124 per cento di vino imbottigliato rispetto ai primi due mesi dello scorso anno: «Questi dati di incremento non ci sorprendono – continua Rallo – un elemento importante è che nei primi due mesi di quest’anno sono cresciute tutte le altre Doc siciliane a conferma che, come in tutto il resto d’Italia, si punta sempre più a un sistema di denominazione che garantisca più qualità e più controlli in tutta la filiera sia in Italia sia all’estero».
Questi primi numeri del 2018 fotografano quindi l’exploit, certificato in parte dall’Irvo (istituto regionale vini e oli) e nel suo complesso dal Consorzio di tutela, in termini di cifre e di qualità dei vini siciliani che scelgono di aderire alla Denominazione di origine controllata. Risultati positivi raggiunti anche grazie alla decisione di viticoltori e produttori di consentire l’imbottigliamento di Grillo e Nero d’Avola sotto le insegne della Doc Sicilia.

Nero d’Avola

I vitigni della Sicilia Doc

«I vini della Sicilia Doc – sottolinea Antonio Rallo – sono prodotti con grande rispetto della natura verso la sostenibilità e la grande varietà di uve rende più facile abbinare questi vini a tutti i tipi di tradizioni culinarie». Scopo del Consorzio, nato nel 2012 e che conta attualmente circa 3 mila soci – si legge sul sito –  è promuovere e preservare le varietà di uve autoctone dell’isola, condividere la storia del vino dell’isola con i consumatori e salvaguardare la reputazione del marchio Sicilia. Il Consorzio comprende sia piccole che grandi cantine che impiegano queste uve: Alicante o Grenache, Frappato, Nerello Cappuccio, Nerello Mascalese, Nero d’Avola, Nolera, Perricone, Ansonica o Inzolia, Carricante, Catarratto, Damaschino, Gracanico dorato, Grillo, Moscato d’Alessandriao Zibibbo, oltre a Cabernet Franc, Mondeuse, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Moscato Bianco, Sauvignon, Carignano, Muller Thurgau, Syrah, Chardonnay, Petit Verdot, Vermentino, Fiano, Pinot Grigio, Viognier, Merlot, Pinot Nero.

Terrazzamenti

I numeri della crescita e le previsioni per il 2018

Nei primi due mesi del 2018, l’imbottigliato Doc Sicilia ha raggiunto il numero di 10.388.364 bottiglie (da 0,75) pari a 77.912 ettolitri. Nello stesso periodo del 2017, le aziende avevano raggiunto la cifra di 4.633.452 bottiglie pari a 34.750 ettolitri. Le stime di crescita lasciano quindi prevedere, per tutto il 2018, un imbottigliato di 60 milioni di bottiglie contro i 29,5 milioni dell’anno scorso. Dall’inizio del 2018, inoltre, il numero di aziende imbottigliatrici di etichette Doc Sicilia è già salito a quota 182 contro le 147 di fine 2017. Gli incrementi si hanno anche sul numero di viticoltori e sulla superficie rivendicata. Nella vendemmia 2016, il numero di viticoltori rivendicanti sono stati 3.245, nella vendemmia 2017 sono saliti a 7.293.

Vigne sul mare

La promozione in Italia e all’estero

«Questi numeri sostengono azioni di vigilanza e promozione avviate già da alcuni anni che ora cominciano a dare i loro fruttidice Maurizio Lunetta, 55 anni, di Palermo, agronomo e direttore del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia dal 2015 – In questi giorni è stato avviato per il quarto anno consecutivo un progetto promozionale della Doc Sicilia negli Stati Uniti e quest’anno raddoppieremo l’investimento in promozione in Italia e in Germania. Queste attività sostengono il territorio ma soprattutto sono a fianco dei produttori che credono nel brand Sicilia sia in Italia ma soprattutto all’estero».

Antonio Rallo, presidente Consorzio tutela Vini Doc Sicilia