Sono cinque le Doc abruzzesi tutelate dal Consorzio Vini d’Abruzzo: il Montepulciano Doc, il Cerasuolo Doc, Il Trebbiano Doc, il Villamagna Doc. Chiude la passerella la Doc Abruzzo, nata per tutelare i vitigni autoctoni. Dal sito del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, vediamo quali sono le loro caratteristiche e la loro storia.

Il Montepulciano d’Abruzzo Doc

Numerosi documenti storici dimostrano che il vitigno Montepulciano è presente nella regione sin dalla metà del ‘700 e che ha trovato in questa terra il suo posto d’elezione. Coltivato in passato nella Valle Peligna, in provincia dell’Aquila e nelle colline interne della provincia di Pescara, a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso, la coltivazione del Montepulciano si è estesa a tutta la fascia collinare litoranea e oggi è ottenuto quasi esclusivamente dalle uve del vitigno omonimo, con l’eventuale piccola aggiunta (max 15 per cento) di altre uve provenienti da vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nel territorio abruzzese. Il Montepulciano è un vitigno vigoroso e mediamente tardivo (la maturazione si colloca quasi sempre tra la prima e la seconda decade di ottobre), adattabile a vari sistemi di coltivazione, resistente e generoso; dà origine a vini dalle caratteristiche organolettiche decisamente interessanti, di immediata piacevolezza se bevuto giovane (da sei-otto mesi sino a diciotto mesi dalla vendemmia, come avviene in molti dei vini di fascia economica), mentre dimostra di essere complesso e di stoffa superiore se maturato a lungo in botti di rovere.

Per la provincia di Pescara, dalla vendemmia 2006 del Montepulciano d’Abruzzo, sono state riconosciute due sotto denominazioni: Terre dei Vestini e Casauria o Terre di Casauria. Dalla vendemmia 2010, invece, per la provincia di Chieti è stata riconosciuta la sottozona Teate, mentre per la provincia deLL’Aquila sono state riconosciute le sottozone Terre dei Peligni e Alto Tirino.

Il Cerasuolo d’Abruzzo Doc

Rosato affascinante dal caratteristico color rosso ciliegia, eredita dal vitigno tutte le sue virtù. Si ottiene dalle uve Montepulciano utilizzando una particolare tecnica di vinificazione, ossia limitando il periodo di fermentazione in presenza delle bucce a poche ore oppure mediante una vinificazione “in bianco”. Si tratta di un metodo antico, da sempre diffuso in Abruzzo, che nel corso degli anni ha subito una costante evoluzione tecnica pur rimanendo legato alla tradizione. La sua straordinaria freschezza unita all’eleganza dei suoi profumi fa del Cerasuolo d’Abruzzo un vino particolarmente piacevole. Il profumo è gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine e intenso; il sapore è secco, morbido, armonico e delicato, con retrogusto mandorlato.

Il Trebbiano d’Abruzzo Doc

Vino bianco dalle grandi potenzialità, ha trovato in Abruzzo il suo ecosistema ideale. Dell’esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua “De naturali vinorum historia”, segnala la presenza nel Fucino e nell’area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum. Oggi il Trebbiano d’Abruzzo Doc è ottenuto dalle uve dei vitigni Trebbiano d’Abruzzo e/o Trebbiano Toscano con il concorso di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione in Abruzzo, da soli o congiuntamente fino a un massimo del 15 per cento. Di colore giallo paglierino, si fa ricordare per il suo gradevole bouquet di fiori e frutta, fresco, dal sapore asciutto e armonico. Le uve destinate al Trebbiano d’Abruzzo Doc vengono ottenute da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno.  Il Trebbiano è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 20 settembre al 10 ottobre. È coltivato in Abruzzo su oltre 10 mila ettari, di cui circa 4 mila iscritti all’albo, dai quali si ottiene una produzione di vino Doc superiore ai 190 mila hl/anno. Per quanto poco considerato tra i vitigni nobili, proprio in Abruzzo il Trebbiano ha trovato un ecosistema ideale, ottenendo risultati rilevanti sia con vini giovani di buona piacevolezza sia con vini di straordinaria longevità ottenuti con la fermentazione o con la maturazione in grandi o piccole botti di rovere. Da seguire con interesse perché ha tutti i numeri per affermarsi nel panorama enologico nazionale e internazionale ed aumentare la già nutrita cerchia di estimatori.

Il Villamagna Doc

Che il territorio di Villamagna, in provincia di Chieti, fosse un territorio particolarmente vocato alla viticoltura di qualità era noto da tempo, ma che dalla volontà di un piccolo gruppo di produttori potesse nascere una nuova e interessante denominazione di origine pochi avrebbero scommesso. Invece, nella convinzione che nel territorio di Villamagna e di alcuni comuni limitrofi, si può produrre un rosso di grande struttura, dalla vendemmia 2011 è nata la Doc Villamagna, costituita da un solo vino rosso, nella versione base e riserva, che si propone di raggiungere importanti traguardi qualitativi.

La Doc Abruzzo

La Doc Abruzzo è nata per tutelare e valorizzare i principali vitigni autoctoni regionali, in particolare Pecorino e Passerina, capaci di soddisfare anche i consumatori più attenti ed esigenti con vini freschi, fruttati ed eleganti. Attraverso la Doc “Abruzzo” si è voluto identificare in maniera diretta il territorio di provenienza di questi vini, a garanzia della loro qualità, tipicità e origine. A partire dalla vendemmia 2010 sono proposti al mercato vini di assoluta qualità, prevalentemente bianchi autoctoni, frutto di un intenso lavoro prima nei vigneti e poi in cantina.

In cantina, a conservarsi unici