di Olga Capobianchi

Granuloso e friabile, celebrato da Leonardo Sciascia e Giuseppe Leone (La contea di Modica, 1983), è il primo cioccolato ad essere diventato un’eccellenza in Europa. Ha infatti ottenuto l’Igp dall’Ue lo scorso ottobre. E’ il Cioccolato di Modica Igp: cento grammi di bontà racchiusi in una barretta alta poco più di un centimetro (1,2 per l’esattezza), avvolta in carta oleata e preparato a freddo con fave di cacao, zucchero e aromi naturali di vaniglia o cannella.

La ricetta – spiega il Consorzio – è quella di centinaia di anni fa: già nel 1746 veniva amalgamato in cotte “a freddo”. Partendo da una massa ottenuta macinando i semi del cacao, dell’Ecuador, Messico, Repubblica Domenicana, Ghana e Perù, l’impasto viene riscaldato a bassa temperatura per mescolarsi con zucchero semolato e spezie varie in modo da non far sciogliere i cristalli di zucchero, che rimangono integri. Questa lavorazione semplice, senza l’aggiunta di burro, regala alle barrette un aroma inconfondibile. Tra le varianti golose da provare, caffè, arancia, limone, agrumi misti, anice, carruba, naturale, menta con granella di mandorle, pepe bianco, pistacchio, zenzero, manna, sale di Trapani, peperoncino.

La redazione di Typi vi propone tre ricette (+1) di questa specialità tipica di Modica (RG): tradizionale, innovativa, vegetariana e una d’autore, a cura dello chef Mattia Abussi dell’Osteria Zelata di Bereguardo (Pavia).