di Olga Capobianchi

La raccolta avviene a fine luglio ma si trova essiccata tutto l’anno. Ha anche un altro pregio: bastano cinque ore di ammollo e solo quaranta minuti di cottura per prepararla. La Cicerchia di Serra de’ Conti è un legume speciale delle Marche, presidio Slow food.

È una varietà piccola e spigolosa, dal colore che spazia dal grigio al marrone chiaro maculato. Ha una buccia poco coriacea e un gusto meno amaro di altre cicerchie. Risulta ottima in zuppe e minestre, ma anche in purea o come contorno. Con la sua farina si possono preparare tagliatelle o maltagliati. Molto diffusa fino alla seconda metà del XX secolo, la Cicerchia era un tempo cibo prezioso per l’inverno. Poi questo legume povero è stato abbandonato e, per anni, soltanto qualche contadino ha continuato a coltivare nel suo orto la saporita varietà marchigiana, salvandola dall’estinzione. Pochi anni fa questo antichissimo legume era quasi scomparso e proprio per questo è salito sull’Arca del Gusto di Slow Food. A salvarlo, i giovani agricoltori riuniti ne “La Bona Usanza”, una cooperativa di Serra de’ Conti.

 

Carta d’identità della Cicerchia di Serra de’ Conti

Nome: Cicerchia di Serra de’ Conti

Denominazione: Presidio Slow Food

Data di nascita: 1996

Luogo di nascita: Serra de’ Conti (AN)

Segni particolari: Piccola, colore dal grigio al marrone chiaro maculato, buccia poco coriacea, gusto poco amaro

Valore energetico: 314 chilocalorie per 100 grammi

 

Ecco le 3 (+1) ricette a base di Cicerchia di Serra de’ Conti: tradizionale, vegetariana, innovativa e una d’autore, a cura dello chef Marco Giacomelli, del ristorante Coquus Fornacis di Serra de’ Conti (AN).

 

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