Era uno dei dolci prediletti dalla regina Margherita di Savoia che non lo faceva mai mancare nei banchetti ufficiali del Regno.
Il Torrone di Bagnara IGP è legato a doppio filo alla storia di questo borgo di pescatori a una manciata di chilometri da Reggio Calabria.
In questo piccolo centro sospeso tra i colli aspromontani e il mar Tirreno, famoso anche per la pesca del pesce spada, Francesco Antonio Cardone, a metà Ottocento, avrebbe aperto la prima fabbrica di Torrone in Calabria, diventando il fornitore ufficiale della Casa Reale.

A raccontarci la storia di questa specialità a marchio IGP è il direttore del Consorzio di Tutela, Maurizio Gramuglia. Leggi qui l’intervista.

Il Torrone di Bagnara: la storia e la fama

Il Torrone arriva in Calabria grazie ai monaci benedettini che lo importano dalla Spagna e lo diffondono nelle diverse parrocchie attraverso l’abbazia Santa Maria e i XII Apostoli di Bagnara.
I traffici commerciali che questo centro marinaro intrattiene nel Settecento con il resto del mondo accrescono la presenza del prodotto. La nascita di spezierie, inoltre, consente di unire la produzione locale di mandorle e miele con lo zucchero e le droghe che arrivano dal mare.
“I torroni di Bagnara fanno il giro del mondo, e veramente sono tali da meritare siffatto onore” scriveva nel 1885 il cavaliere Nicola Marcone.
La fama del “Torrone di Bagnara” è grande per tutto il XX secolo.

Perché è speciale?

Una tecnica di lavorazione adottata da circa tre secoli e un insieme di abilità tramandatesi da generazione in generazione: sono questi gli elementi che rendono speciale il Torrone di Bagnara IGP.

Fase di cottura del miele a fuoco diretto

Fase di cottura del miele a fuoco diretto

Il torrone in fase di preparazione

Il torrone in fase di preparazione

La cottura della massa zuccherina avviene in una caldaia a fuoco diretto a una temperatura iniziale compresa tra i 180 e i 200 gradi. Mescolando meccanicamente, il composto deve raggiungere un colore marrone, detto “a manto di monaco”.

A seconda della copertura, si presenta in due versioni: “Martiniana”, caratterizzato da una copertura con zucchero in grani, e “Torrefatto glassato” con copertura a base di cacao amaro.

Le nostre 3 (+1) ricette a base di Torrone di Bagnara IGP, con la ricetta d’autore dello chef Rocco Iannì del Ristorante Le Saie di Bagnara Calabra (Reggio Calabria)

INVOLTINI DI RICCIOLA CON TORRONE DI BAGNARA IGP – ricetta di pesce

BAGNARA, VELLUTATA DI ZUCCA E SCORZETTA DI ARANCIA

PANDOLCE AL TORRONE DI BAGNARA – ricetta innovativa

Pandolce con il Torrone di Bagnara IGP

CREMA AL PASSITO CON GRANELLA DI TORRONE DI BAGNARA – ricetta tradizionale

CREMA AL PASSITO CON GRANELLA DI TORRONE DI BAGNARA IGP

INVOLTINI DI PESCE SPADA AL TORRONE – LA RICETTA D’AUTORE DELLO CHEF ROCCO IANNÌ

Involtini di Pesce spada al Torrone di Bagnara IGP

Carta d’identità del Torrone di Bagnara IGP

Nome: Torrone di Bagnara
Denominazione: IGP

Data di nascita: 2014

Luogo di nascita: Bagnara Calabra (Reggio Calabria)

Ingredienti: Zucchero semolato, miele, mandorle, cannella in polvere, chiodi di garofano in polvere, zucchero in grani per spolvero, cacao amaro in polvere.
Elementi facoltativi: albume o albumina d’uovo, vanillina, oli essenziali di agrumi, coadiuvante per l’ottenimento dello sciroppo di zucchero, acqua.

Segni particolari: La particolarità del Torrone di Bagnara IGP è legata alla sapiente lavorazione artigianale e all’esperienza di generazioni di torronai. La lavorazione richiede una buona manualità e competenze specifiche, soprattutto nel dosaggio degli
ingredienti, nel controllo del processo di cottura a fuoco diretto (fondamentale il raggiungimento
della cosiddetta “rottura vitrea”) e nelle operazioni di modellatura.
Al palato la dolcezza dell’impasto è

Consistenza croccante e friabile, dolcezza dell’impasto bilanciata dal sapore delle mandorle tostate, leggero retrogusto speziato, interno di colore marrone con mandorle ditribuite

Produzione: Il periodo di massima produzione si ha nel periodo pre-natalizio, tra ottobre e dicembre, anche se l’obiettivo del Consorzio è di destagionalizzare il prodotto

Valore energetico: circa 473 chilocalorie per 100 g