di Olga Capobianchi

È uno dei promotori del Consorzio che si dovrà istituire e anche uno dei maggiori produttori della Nocciola Romana Dop. Daniele Sciardiglia, 43 anni, di Roma, una laurea in Economia Aziendale e master in Diritto Tributario, si dedica con passione alla coltivazione e alla trasformazione delle nocciole nell’azienda agricola di suo padre Antonio, ‘La Fescennina’, che ha visto impegnate cinque generazioni dalla fine dell’Ottocento ad oggi.

Perché non esiste ancora un Consorzio della Nocciola Romana Dop?

La Nocciola Romana ha ottenuto la Dop nel 2009 ma non è mai decollata in provincia di Viterbo e non si è sentita finora la necessità di avere un Consorzio di tutela. Rispettiamo il disciplinare di produzione della Dop e siamo collegati direttamente alla Camera di Commercio. Adesso però che siamo diventati circa 14 produttori, di cui 3 trasformatori, ci stiamo attivando per cercare di cambiare per prima cosa l’ente certificatore, che sarà la Bioagricert invece della Camera di Commercio, e poi stiamo cercando di modificare gli adempimenti perché sono talmente tanti che non riusciamo a star loro dietro.

Cosa cambierà con l’istituzione del Consorzio?

Con il Consorzio diventerà tutto più facile perché i controlli li faremo direttamente lì, mentre ora con la Camera di Commercio siamo costretti a spostarci per ogni cosa, dai controlli sul prodotto lavorato ai bollini sopra ogni confezione… non ci si rientra più neanche economicamente, anche perché i controlli sono a carico nostro.

Dove vendete e quanto costa la Nocciola Romana Dop?

La Nocciola Romana Dop costa circa un euro-un euro e mezzo in più della generica, in particolare la nocciola sgusciata si vende sui 14 euro al chilo, massimo un paio di euro in più delle normali che oscillano tra i 10 e i 12 euro al chilo. Vendiamo, oltre che nel Lazio, in Lombardia, Friuli, tutta la zona del Nord-Est d’Italia.

Cosa distingue la Nocciola Romana Dop dalle altre nocciole?

Per la Dop non possiamo fare coltivazioni spinte, non possiamo produrre più di 40 quintali per ettaro, quindi la nostra nocciola è più sana, ha un sapore molto intenso, specialmente quando viene tostata, e la pasta è un po’ più aromatica rispetto ad altri tipi di nocciole.

Come consiglia di gustare la Nocciola Romana Dop?

Si può mangiare fresca, appena raccolta, quando viene subito essiccata e portata a sei gradi di umidità in modo che si mantenga tutto l’anno.

A me però piace mangiarla tostata, perché con la tostatura a 150 gradi, che è successiva, si sprigionano gli oli dall’interno del frutto ed esce fuori quindi tutto l’aroma della nocciola. Tostata va conservata in frigorifero e prima si lavora e meglio è per mantenere intatte le sue caratteristiche.