di Olga Capobianchi

La parola al presidente dei produttori del presidio Slow Food, Vito Abrusci, 64 anni, di Acquaviva delle Fonti (Ba), imprenditore ecologico, dirigente della Confcommercio di Bari, produttore nell’azienda agricola della moglie Anna. Abrusci nutre da sempre la passione per il recupero e la valorizzazione dei prodotti del suo territorio e ha scritto un testo, sulla Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti, presentato lo scorso anno al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Da quanto tempo siete presidio Slow Food per i ceci?

Abbiamo iniziato il percorso nel 2010, dopo che ho letto in un testo del 1800 che nel nostro fertile territorio i contadini producevano con rotazione annuale la Cipolla Rossa di Acquaviva e il Cece Nero. Nel 2010 ce n’era pochissimo di questo legume ricco di ferro e carne dei poveri, così abbiamo dovuto recuperare i semi. In seguito, quando abbiamo presentato la Cipolla Rossa al Salone del Gusto di Torino in una ricetta con i Ceci Neri, i responsabili di Slow Food ci hanno chiesto notizie sul nostro legume e così nel 2012, grazie anche alla Camera di Commercio, siamo diventati presidio. Più tardi siamo stati contattati dallo Space Food Lab Argotec per la zuppa ‘spaziale’ di Samantha Cristoforetti.

Quanti sono i soci e gli ettari interessati dalla coltivazione del Cece Nero?

I contadini che lo producono, con lavoro quasi tutto manuale, sono 8 o 9 e coltivano circa 10-15 ettari. L’operazione di semina avviene a fine gennaio con gli stessi ceci della produzione precedente, a primavera vengono fuori le piantine, la raccolta si fa da fine luglio ad agosto. I baccelli sono tutti a due semi.

Come è stata l’ultima annata?

Il 2018 non è stato un anno eccellente. In genere, durante una buona stagione, vale a dire senza eccessiva siccità, venti o malattie delle piante, otteniamo dai 15 ai 20 quintali per ettaro. L’ultima semina, secondo la nostra tradizione, è avvenuta il 31 gennaio quando abbiamo festeggiato San Ciro Martire, che era un medico. Si semina naturalmente anche qualche giorno prima o poco più tardi a febbraio.

Dove vendete e quanto costa il Cece Nero della Murgia Carsica?

I nostri ceci hanno il Certificato Biologico (ICEA) e sono riconosciuti come Prodotto di Qualità di Puglia. Sono disponibili in grandi confezioni in sacco di canapa per i ristoratori, poi in sacchetti da 250 grammi a 3 euro, 500 grammi a 5 euro, già lessati in vasetti da 300 grammi a 5 euro e in patè con Cipolla Rossa di Acquaviva in confezione da 180 grammi a 6 euro circa. Stiamo per produrre anche la farina e i pop-corn. I Ceci Neri si trovano da Eataly, nei ristoranti e nei negozi specializzati in tutta Italia, soprattutto nel Triveneto, in Campania e a Roma. All’estero, esportiamo in Svizzera, in Germania, in Olanda e a Londra. Siamo anche partner del progetto SaVeGraINPuglia e il Cece Nero è in questo momento oggetto di studi scientifici sulle sue proprietà nutrizionali, studi che stanno per dare risultati molto interessanti.