di Olga Capobianchi

Cuoce in soli 15 minuti ed è molto conosciuto per le tradizionali ricette “alla romana” e “alla giudia”. Il Carciofo Romanesco del Lazio, Igp dal 2002, è un ortaggio versatile e nutriente che si trova in vendita da gennaio fino a maggio, con marzo e aprile come mesi migliori per gustarlo. Di colore verde-violetto, è grande e tenero, con i capolini quasi tondi. Quello centrale, privo di spine, chiamato “cimarolo” o “mammola”, ha forma sferica e compatta, con un diametro superiore ai 10 cm. Meglio consumarlo subito dopo l’acquisto, anche se è possibile conservarlo per un po’ di giorni in frigorifero. Ricco di vitamine e minerali, il Carciofo romanesco si può mangiare anche crudo, tagliato a fettine e condito con sale, olio, limone e menta: “La bontà di questo carciofo nasce dal nostro terreno ricco di ferro – spiega Giovanni Ricci, dell’azienda agricola Agroama di Sezze (OP Agrinsieme) che produce, confeziona e commercializza il prodotto Igp – siamo partiti con la raccolta dal 15 febbraio e continueremo fino ad aprile. In questo momento non c’è il tramite del consorzio e il carciofo passa direttamente dalla produzione alla certificazione. E’ importante ricordare che non può essere venduto sfuso ma solo confezionato perché il disciplinare di produzione prevede questo per non confondere il consumatore”. Il Carciofo Romanesco del Lazio Igp si coltiva in provincia di Roma, Latina e Viterbo e ha una lunga tradizione perché presente da tanto tempo nella cultura gastronomica del centro Italia, anche se solo dopo la Seconda guerra mondiale si è diffuso maggiormente.

A raccontarci il Carciofo Romanesco del Lazio Igp è oggi Giovanni Ricci. Leggi qui l’intervista.

Le nostre 4 (+1) ridette a base di Carciofo Romanesco del Lazio Igp.

CARCIOFI ALLA ROMANA – ricetta tradizionale

BOCCONCINI DI PESCATRICE PORCHETTATA CON CARCIOFI CROCCANTI E PASSATINA DI CANNELLINI E CECI – ricetta innovativa

ROAST FISH DI TONNO CON CARPACCIO DI CARCIOFI CRUDI IN CITRONETTE DI AGRUMI – ricetta light

CARCIOFO TRIPLA CONSISTENZA – ricetta Bio

INSALATA DI CARCIOFI IN CARPACCIO – ricetta 15 minuti

Carta d’identità del Carciofo Romanesco del Lazio Igp

Nome: Carciofo Romanesco del Lazio

Denominazione: Igp

Data di nascita: 2002

Luogo di nascita: Lazio

Ingredienti: ortaggio fresco ottenuto dall’inflorescenza della pianta della specie Cynara scolymus. Cultivar Castellamare, Campagnano e relativi cloni.

Segni particolari: di grandi dimensioni, con capolini quasi tondi, di colore dal verde al violetto. Il capolino centrale, molto tenero, è chiamato “cimarolo” o “mammola”, ed è caratterizzato da una forma sferica, compatta, con un diametro superiore a 10 cm ed è privo di spine.

Produzione: si coltiva in alcuni comuni delle province di Viterbo, Roma e Latina. E’ disponibile da gennaio a maggio. La carciofaia è mantenuta in coltivazione per non più di quattro anni, con un avvicendamento triennale della coltura. La raccolta si effettua a mano, tagliando obliquamente i gambi a circa 15-18 cm dal terreno.

Valore energetico: 22 kcal per 100 g di prodotto fresco