di Olga Capobianchi

Produttore con dieci ettari di terreno, nato a Canepina e residente a Vallerano, 72 anni, ex presidente della CoopCast (Cooperativa Produttori Castagne di Vallerano, Canepina e Monti Cimini), Angelo Bini è un esperto conoscitore della castagna di Vallerano Dop che preferisce mangiare cruda.

Perché non esiste il Consorzio nonostante la Dop?

Titolare della Dop non è mai stato un consorzio ma l’Associazione Castanicoltori Vallecimina che al momento, dopo la morte del presidente in carica, ha gli organi vaganti. Attualmente non si trova neanche la castagna Dop perché la produzione negli ultimi anni è stata vicina allo zero ma siamo in ripresa e per ottobre, quando si farà la raccolta dal primo al 20, possiamo prevedere finalmente una produzione di circa 16.000 quintali su 450 ettari di terreno, di cui una parte Dop. Tra fine maggio e l’inizio di giugno avremo l’impollinazione.

Perché la produzione della castagna di Vallerano Dop è quasi scomparsa negli ultimi anni?

Le piante sono state indebolite dal Cinipide del Castagno, che è stato combattuto con la lotta biologica, con l’uso cioè di un insetto antagonista. Purtroppo sono stati utilizzati anche dei fitofarmaci da parte di qualche produttore e questo ha alterato l’equilibrio biologico provocando lo sviluppo di altri insetti e danneggiando la produzione. Quest’anno però siamo ottimisti. Ci hanno aiutato i professori Alberto Alma dell’Università di Torino e Antonio De Cristofaro dell’Università del Molise, e poi Fulco Pratesi (ndr, fondatore del Wwf Italia) che ha dato un importante contributo al risanamento dell’ambiente dopo l’uso dei fitofarmaci. Anche il tempo influenza la produzione. Il clima ideale è quello mediterraneo rinfrescato dal vento Mistral. La castagna non risente della siccità, vuole pioggia a fine agosto, inizio di settembre.

Cosa distingue la castagna di Vallerano Dop dalle altre?

E’ gustosa e ha proprietà organolettiche eccezionali tanto che una volta veniva lessata e usata anche per lo svezzamento dei lattanti. Ha un’ottima pezzatura e si conserva molto bene. Vanta un alto contenuto di potassio, dovuto al terreno vulcanico dove sorgono i nostri castagneti, e ha pochi lipidi e zuccheri ed è per questo motivo che non provoca allergie e può essere mangiata da tutti. Ha inoltre un sapore dolce quasi come quello del marrone, solo che è più acquosa e rinfrescante per la bocca. La esportiamo molto in Francia dove è il prodotto numero uno, fra castagne e marroni, proprio per queste sue caratteristiche. Normalmente il marrone è più quotato della castagna, invece la castagna di Vallerano Dop è ritenuta la migliore al mondo dagli intenditori francesi. Poi la vendiamo un po’ in Ungheria, in Svizzera, in Germania e in America. In Italia si trova soprattutto a Milano, Bologna, Firenze, Ancona e Roma.

Quanto costa la castagna di Vallerano Dop?

Due euro all’ingrosso, quattro al dettaglio. Il consumatore la può trovare nelle Gdo (ndr, grande distribuzione organizzata) o a Roma ai Mercati Generali. Bisogna stare molto attenti però. Se nel mese di settembre qualche consumatore trovasse le castagne con l’etichetta di Vallerano, sarebbe una truffa, probabilmente verrebbero dal Cile. Soltanto a partire dal primo ottobre si può trovare la vera castagna di Vallerano, prima assolutamente no. Il logo della Dop è sempre quello, un ovale che rappresenta il borgo di Vallerano inserito in un contorno di castagna con il sovrastante profilo dei Monti Cimini.