di Olga Capobianchi

La sua passione per la Piattella canavesana di Cortereggio parte da lontano. Ivano Rean Conto, 43 anni, di San Giorgio Canavese, referente dei produttori del presidio Slow Food, è un piccolo produttore agricolo così come lo sono stati i suoi nonni e poi suo padre. Il suo primo lavoro è quello di assicuratore ma dedica il proprio tempo libero ai prodotti della sua azienda, tra cui la Piattella, di cui cerca di conservare la qualità.

Cosa caratterizza la Piattella canavesana di Cortereggio?

Rispetto ad altri legumi, è molto ricca in fibre ma povera di zuccheri complessi e di calorie, adatta quindi per chi debba seguire un regime alimentare a basso indice glicemico. Lo ha dimostrato in una sua ricerca il medico nutrizionista Andrea Pezzana. Inoltre si cuoce senza averla prima messa in ammollo perché ha la buccia quasi inesistente e quando la mangiamo si scioglie in bocca. Ha poi un sapore delicato e quasi dolce. La tradizione la vuole nella pignatta di terracotta cotta nel forno a legna con le cotiche di maiale, piatto che si mangia soprattutto in inverno, ma è buona anche in insalata con le castagne. Come tutti i legumi secchi, può essere conservata per anni.

Quante sono le aziende che producono questo fagiolo bianco così speciale?

Il nostro è un Presidio di piccoli produttori, cinque in tutto, perché la coltivazione della Piattella è fatta tutta a mano e non interessa le grandi aziende. Trovare gente che voglia usare ancora le mani in agricoltura non è facile. Il terreno coinvolto è in totale meno di due ettari perché la Piattella, pianta rampicante, cresce in mezzo al mais. La produzione totale media annua è fra i tre e i quattro quintali. L’anno scorso l’annata è stata pessima e qualcuno di noi ha rischiato persino di perdere il seme.

Quanto costa al consumatore la Piattella e dove si vende maggiormente?

Un chilo costa circa 20 euro al dettaglio perché non riusciamo a fare una produzione adeguata per sostenere le spese che servono alla sua produzione. Stiamo cercando di far diminuire il prezzo aumentando la produttività, ma negli ultimi due anni c’è stata purtroppo un’inversione di tendenza perché il clima non ci ha aiutati. I legumi rampicanti bianchi sono molto delicati, temono il troppo caldo durante la fioritura tra la fine di luglio e i primi di agosto. Quando la raccolta va bene, vendiamo in tutta Italia al dettaglio e ai ristoratori anche se non ne abbiamo a sufficienza per tutti. E all’estero la esportiamo ad Hong Kong con altri prodotti dei presidi Slow Food. Nonostante i problemi, vogliamo continuare a mantenere alta la qualità della Piattella, protagonista di progetti nutrizionali come quello dell’Agenzia Spaziale Europea che l’ha scelta, insieme ad altri particolari legumi, per la zuppa studiata apposta per l’astronauta Samantha Cristoforetti.