di Olga Capobianchi

E’ un’ottima alternativa alla carne perché ricca di proteine. Piena di fibre, fornisce poche calorie e pochi zuccheri complessi, ideale quindi per chi voglia seguire una dieta a basso indice glicemico. La Piattella canavesana di Cortereggio è un fagiolo bianco piatto, leggermente ricurvo, con la polpa fine e compatta. Ha la buccia sottilissima e per questo motivo non necessità di ammollo. Si coltiva su terreni poveri di calcio che si trovano nel Comune di San Giorgio Canavese, nella frazione Cortereggio e intorno al torrente Orco. Si raccoglie a mano ed è disponibile essiccato tutto l’anno: “La Piattella è un prodotto straordinario a livello nutrizionale tanto che ha fatto parte della zuppa creata per l’astronauta Samantha Cristoforetti – spiega Andrea Zanusso, 46 anni, responsabile Slow Food del Presidio e sindaco di San Giorgio Canavese – la Piattella è diventata Presidio nel 2009 grazie all’agricoltore Mario Boggio e ad altre tre persone fondamentali. Le ho conosciute e messe insieme, poi tutta la comunità di San Giorgio ci ha sostenuto nel progetto con una raccolta di firme. Purtroppo la produzione di questo fagiolo è scarsissima a causa della sua vulnerabilità genetica che stiamo studiando con l’Università di Torino. Ha un prezzo elevato che stiamo cercando di abbassare garantendo però il giusto guadagno agli agricoltori.” La Piattella viene promossa tutti gli anni a San Giorgio Canavese nel secondo weekend di maggio durante il Mercato della Terra e della Biodiversità, che quest’anno ha visto in mostra prodotti provenienti da 14 regioni e 10.000 visitatori.

A raccontarci la Piattella canavesana di Cortereggio è oggi Ivano Rean Conto, referente dei produttori del Presidio. Leggi qui l’intervista.

Le nostre 4 (+1) ricette a base di Piattella canavesana di Cortereggio.

LA PIGNATTA O TOFEJA – ricetta tradizionale

QUAGLIA FARCITA ALLE ERBE CON PIATTELLE – ricetta innovativa

SELLA DI CONIGLIO AL ROSMARINO CON MINI RATATOUILLE – ricetta light

TORTA DA CREDENZA – ricetta Bio

INSALATA DI PIATTELLA DI CORTEREGGIO – ricetta 15 minuti

 

CARTA D’IDENTITA’ DELLA PIATTELLA CANAVESANA DI CORTEREGGIO

Nome: Piattella canavesana di Cortereggio

Denominazione: presidio Slow Food

Data di nascita: 2009

Luogo di nascita: Cortereggio

Ingredienti: fagioli bianchi

Segni particolari: fagioli reniformi, piuttosto piatti e con buccia molto sottile. La pianta rampicante sviluppa caratteristici fiori bianchi e produce baccelli, anch’essi schiacciati, che diventano gialli al momento della maturazione: da luglio fino a settembre.

Produzione: viene coltivata nei terreni della frazione Cortereggio nel comune di San Giorgio Canavese (provincia di Torino): “La semina avviene da metà aprile fino a maggio-inizio giugno – spiega il referente dei produttori del presidio, Ivano Rean Conto – e si raccoglie da inizio settembre fino ad ottobre. Cerchiamo di seminare il più tardi possibile e in momenti diversi per contrastare il caldo eccessivo che nuoce ai fiori”. Alcuni produttori coltivano la Piattella insieme al mais, che funge da tutore per le piante di fagiolo, altri lo fanno arrampicare su canne di bambù o pali in legno. Non si impiegano reti in plastica. I produttori ricorrono alla fertilizzazione tenendo conto della tipologia del terreno e integrando le sostanze nutritive prelevate dalla pianta. Tale pratica avviene nel periodo più idoneo, in modo da mantenere o integrare la fertilità del suolo, evitando inutili concentrazioni nel terreno e il rilascio di sostanze inquinanti nelle falde acquifere. La Piattella si fa seccare al sole. Per la conservazione è praticato il trattamento a freddo.

Valore energetico: per 100 gr di prodotto, 228 kcal; proteine 16 gr; carboidrati 37 gr di cui zuccheri 2 gr e amido 35 gr; grassi 1,6 gr; fibre 24 gr; sodio 0 gr; calcio 22 mg; ferro 4 mg; fosforo 220 mg