di Olga Capobianchi

Nasce su terreni sabbiosi a ridosso delle colline a sud di Torino e fino agli anni Settanta non c’era famiglia contadina che non lo coltivasse. Poi il Cavolfiore di Moncalieri ha rischiato di scomparire ma all’inizio degli anni Duemila è stato inserito nel Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino e nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat): “E, dallo scorso mese di marzo, è diventato il 34° Presidio Slow Food del Piemonte – spiega Roberto Sambo, del direttivo regionale e referente dei tre Presidi del Cavolfiore di Moncalieri, della Gallina bianca di Saluzzo e dei Mieli di Alta Montagna – questo nuovo Presidio è nato grazie alla collaborazione con il Comune che lo ha patrocinato. Senza il sostegno di sindaco e assessori, non avrei potuto realizzare questo progetto”. Il Cavolfiore di Moncalieri si mangia in insalata, fritto, bollito o abbinato alla bagna cauda. E’ sapido, compatto e croccante anche dopo la cottura. Il suo odore è abbastanza delicato e sono buone da mangiare anche le sue foglie. Di colore avorio che tende al giallino, ha una forma originale con le sue tante cupolette appuntite avvolte a spirale e le foglie verde chiaro.

A raccontarci il Cavolfiore di Moncalieri è oggi Roberto Sambo, referente del Presidio Slow Food. Leggi qui l’intervista.

La nostre 4 (+1) ricette a base di Cavolfiore di Moncalieri.

RISO VENERE CON CAVOLFIORE E RASCHERA – ricetta tradizionale

PIZZA AL CAVOLFIORE E BACCALA’- ricetta innovativa

PIZZA CON PAPACELLA DEL VESUVIO E CAVOLFIORE – ricetta light

SALTATO DI CAVOLFIORE – ricetta Bio

INSALATA DI CAVOLFIORE E QUINO – ricetta 15 minuti

CARTA D’IDENTITA’ DEL CAVOLFIORE DI MONCALIERI

Nome: Cavolfiore di Moncalieri

Denominazione: presidio Slow Food

Data di nascita: 2019

Luogo di nascita: Moncalieri

Ingredienti: ecotipo di cavolfiore le cui origini sono francesi perché probabilmente è stato introdotto in Italia quando i Savoia si sono insediati in Piemonte, con gli ortolani e i giardinieri della Casa Reale al seguito. 

Segni particolari: odore delicato, facile da digerire. La parte centrale ha tante cupolette appuntite avvolte a spirale ed è completamente avvolta da foglie di colore verde chiaro. Il colore è avorio tendente al giallino.

Produzione: raccolta scalare che inizia a ottobre e si protrae per tutto l’inverno. I produttori che lo coltivano seguono i principi dell’agricoltura biologica.

Valore energetico: per 100 gr di prodotto, 25 kcal.