di Olga Capobianchi

Miele di rododendro, miele di millefiori e melata di abete: questi i tre Mieli di alta montagna alpina, presidio Slow Food, reperibili sul mercato tutto l’anno ma con la produzione che avviene soltanto in estate al di sopra dei 1.400 metri di altitudine. Tre le regioni interessate: Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. Per il delicato miele millefiori le piante coinvolte sono rododendro, campanula, lupinella, trifoglio, lampone, timo serpillo. La melata d’abete, molto scura, quasi nera, con una leggera fluorescenza verdastra, non si fa tutti gli anni e ha un sapore maltato, caramellato e aromatico, con note resinose di fumo. Intensa e balsamica, si accompagna bene a formaggi di media stagionatura. Il suo odore è leggermente resinato e può ricordare il legno bruciato e lo zucchero caramellato. Raro è il miele di rododendro, con il suo colore chiaro che diventa bianco nel prodotto cristallizzato, mentre Il millefiori ha sfumature giallo ambrate, rossicce e anche più scure a seconda della fioritura. Sono entrambi delicatissimi e più dolci, con un leggero aroma che ricorda la marmellata di piccoli frutti, e si sposano meglio con formaggi piccanti, come pecorini molto stagionati ed erborinati non troppo potenti: “Il Presidio comprende in questo momento trenta apicoltori, di cui ventitré in Piemonte, sei in Lombardia e uno in Valle d’Aosta – spiega Roberto Sambo, referente Slow Food del Presidio – che si muovono con le api di notte per portarle tra le fioriture. Una pratica faticosa, questa del nomadismo in alta montagna, che giustifica il prezzo più alto dei nostri tre mieli rispetto a quelli di pianura o a quelli commerciali. Il consumatore deve stare molto attento ai suoi acquisti perché il miele è il terzo alimento, dopo olio e vino, più sofisticato al mondo. Si trovano infatti sul mercato mieli adulterati a prezzi molto bassi che provengono anche dalla Cina”.

A raccontarci i Mieli di alta montagna alpina è oggi Massimo Carpinteri, referente dei produttori del Presidio Slow Food. Leggi qui l’intervista.

Le nostre 4 (+1) ricette a base di Mieli di alta montagna alpina.

CROSTONI CON FONTINA, PERE, PISTACCHI E MIELE DI MELATA – ricetta tradizionale

COOKIES INTEGRALI SENZA BURRO CON MIELE DI MELATA E CIOCCOLATO FONDENTE – ricetta innovativa

FETTE BISCOTTATE AL MIELE DI MILLEFIORI E CACAO – ricetta light

PANINI AL MIELE DI FLORA ALPINA – ricetta Bio

FILETTO DI MANZO CON NOCCIOLE, PECORINO SARDO FRESCO E MIELE DI MILLEFIORI – ricetta 15 minuti

 

Carta d’identità di Mieli di alta montagna alpina

Nome: Mieli di alta montagna alpina

Denominazione: Slow Food

Data di nascita: 2000

Luogo di nascita: Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta

Ingredienti: miele di rododendro, miele di millefiori e melata di abete

Segni particolari: delicati, dolci e chiari i mieli di millefiori e rododendro; intensa, balsamica e scura la melata d’abete

Produzione: al di sopra dei 1.400 metri di altitudine. “La produzione è legata al nomadismo – spiega Roberto Sambo, referente Slow Food del Presidio – cioè la pratica dei produttori di prendere gli alveari e portarli di notte in montagna quando le api dormono, inseguendo le fioriture di rododentro dalla metà alla fine di giugno, da primavera all’estate inoltrata quelle di millefiori e dall’estate all’inizio dell’autunno quelle di abete. Possono influire negativamente sulla produzione dei mieli la presenza di parassiti delle api e il clima freddo e piovoso”

Valore energetico: circa 304 kcal per 100 gr di prodotto