di Olga Capobianchi

Lavora nell’azienda di famiglia ‘Caseificio Rosso’, nata nel 1894 a Sordevolo, paesino del Biellese che si trova in alta Valle Elvo, grazie ai nonni Rosa e Felice. A Rosa successe Gillio che, insieme al figlio Pier Luigi, continuò l’attività di produzione, stagionatura e affinamento dei tradizionali formaggi biellesi. Dopo oltre 120 anni la missione di Enrico e Riccardo, figli di Pier Luigi, è ancora quella di continuare a lavorare con passione. E oggi Riccardo Rosso, 50 anni, di Biella, è da più di 15 anni presidente del Consorzio del Toma Piemontese Dop, formaggio che produce insieme ad altri tipici della sua regione.

Perché il Toma piemontese Dop è un formaggio speciale?

Perché è il più rappresentativo e storico del Piemonte in quanto il più diffuso, visto che deriva dall’arco alpino che prende tutta la regione.

Quanto ne producete ogni anno e quanto costa al chilo?

Costa al pubblico circa 11 o 12 euro al chilo e ne produciamo un milione di chili l’anno. Nel consorzio siamo una trentina di soci e la produzione è sempre abbastanza costante.

Dove si vende maggiormente il Toma piemontese Dop?

Se ne consuma tantissimo sul posto e poi in tutta l’Italia del Nord. Abbiamo richieste però anche dall’estero, la mia azienda per esempio esporta in una trentina di paesi tra i quali Stati Uniti, Inghilterra e Germania.

Vi tocca il problema dell’Italian Sounding, cioè delle imitazioni?

Assolutamente sì e dappertutto, non solo all’estero ma purtroppo anche in Italia.