di Olga Capobianchi

Pensionato, 68 anni, dell’Aquila, architetto ed ex ricercatore presso l’Itc-Cnr (Istituto per le tecnologie della costruzione del Consiglio nazionale delle ricerche), figlio di agricoltori, non ha mai dimenticato le sue radici e da anni condivide il progetto Slow Food di preservare la biodiversità. E’ referente di più presidi abruzzesi, tra cui quello del Cece di Navelli.

Cosa distingue questo cece dagli altri?

Per prima cosa è di due tipi, il bianco e il rosso, quest’ultimo piccolissimo e più ricercato. Entrambi vengono coltivati a quote alte, anche oltre i mille metri, fermando l’avanzata del bosco. Il nostro cece non vuole la terra nera, cioè quella buona, ma si accontenta del terreno arido, non ha bisogno di acqua che anzi lo rovina, non fa nascere erbacce e non necessita di additivi chimici.

Quanto è importante per il Cece di Navelli essere Presidio Slow Food?

Grazie al presidio, il Cece di Navelli ha avuto un’etichetta narrante che lo descrive e quella visibilità in più che ha consentito ai produttori di aumentare il prezzo di vendita, ottenere quindi una maggiore remuneratività e la spinta a continuare a coltivarlo.

Quanto costa al chilo e dove si vende?

Se si comprano direttamente dai produttori, che sono una quindicina in tutto, i nostri ceci costano sui 5 o 6 euro al chilo, al supermercato un po’ di più. E’ chiaro che se i ceci provengono dalla Turchia, per fare un esempio, costano la metà, ma è meglio mangiare di meno ma bene. Le vendite avvengono quasi tutte sul mercato locale e i nostri ceci vengono acquistati da molti ristoratori della zona. Poi però alcuni produttori esportano anche all’estero in negozi specializzati, come a Parigi, e in altre regioni italiane.

Quanto se ne produce ogni anno e dove si coltiva?

L’anno scorso abbiamo ricavato poco, una ventina di quintali, perché è piovuto troppo. I terreni coltivati sono quelli che si trovano intorno a Navelli e ai suoi paesi confinanti. In genere, la sua produzione varia di anno in anno anche perchè la sua coltivazione segue il vecchio metodo della rotazione.

Come promuovete il vostro prezioso legume?

Partecipiamo a Serra Madre ogni due anni e organizziamo diversi eventi insieme allo Zafferano dell’Aquila Dop. Da non perdere, la sagra che si tiene ogni estate durante il primo weekend dopo Ferragosto, quando a Navelli arrivano 20.000 visitatori.