di Olga Capobianchi

Non solo zafferano. La Piana di Navelli significa anche ceci, la cui coltivazione è importante per questa zona. I ceci, Presidio Slow Food dal 2015, sono color crema, piccoli e con la superficie liscia, ma esiste una seconda tipologia, ancora più piccola e di colore rosso ruggine, con superficie grinzosa. I ceci rossi hanno una buccia più dura e sono più farinosi di quelli bianchi, hanno un sapore più intenso e necessitano di una cottura più lunga, per questo sono indicati per la preparazione delle zuppe.

Le coltivazioni si trovano tra i 700 e 800 metri s.l.m, su terreni aridi, leggeri, addirittura pietrosi, senza ristagno di acqua: “E’ proprio così – sottolinea Giovanni Cialone, referente del Presidio Slow Food – un nostro detto popolare spiega che ‘alla terra nera non si mettono i ceci’, questo perché Il nostro legume non ha bisogno della terra buona ma si accontenta di quella arida. Inoltre non necessita di additivi chimici e la sua presenza impedisce alle erbacce di crescere”.

La coltivazione dei ceci in Abruzzo risale al periodo medievale e da allora vengono utilizzati in molte ricette ma il piatto più tradizionale, che un tempo apriva il cenone della Vigilia di Natale, era la zuppa di ceci e castagne.

A raccontarci il Cece di Navelli Presidio Slow Food è oggi Giovanni Cialone, referente del Presidio. Leggi qui l’intervista.

Le nostre 4 (+1) ricette a base del Cece di Navelli.

ZUPPA CON CECI E CASTAGNE – ricetta tradizionale

BACCALA’ CON CREMA DI CECI – ricetta innovativa

ZUPPA DI CECI E FUNGHI DI BOSCO – ricetta Bio

CECI IN UMIDO CON CIPOLLA ROSSA STUFATA – ricetta light

PASTA MISTA E CECI – ricetta 15 minuti

 

Carta d’identità del Cece di Navelli

Nome: Cece di Navelli

Denominazione: Presidio Slow Food

Data di nascita: 2015

Luogo di nascita: Navelli

Ingredienti: ceci di due tipi, bianchi e rossi

Segni particolari: si caratterizzano per le piccole dimensioni, il colore crema e la superficie liscia, ma alcuni produttori conservano anche una seconda tipologia, ancora più piccola e di colore rosso ruggine, con superficie grinzosa. Storicamente, il bianco era destinato alla vendita e il rosso al consumo familiare

 

Produzione: 10-15 quintali a ettaro con le coltivazioni che si trovano tra i 700 e 800 metri s.l.m, su terreni aridi, leggeri, qualche volta pietrosi, senza ristagno di acqua. La semina si svolge in primavera, tra marzo e aprile, ma può essere ritardata a seconda dell’andamento climatico stagionale. Ogni 3 o 6 anni si fa ruotare il cece con grano, orzo, farro e piante da foraggio come l’erba medica o la lupinella. La raccolta avviene tra la fine di luglio e la fine di agosto. Nei piccoli appezzamenti le piante ormai quasi secche sono divelte e raccolte in “mannelli” posti ad essiccare in campo. La sgranatura è fatta a mano. Nei terreni molto grandi si ricorre alla trebbiatura meccanica

 

Valore energetico: 310 kcal per 100 gr di prodotto