di Olga Capobianchi

Il 2018 sarà da ricordare per l’Abruzzo: il Montepulciano Doc festeggia i 50 anni. È un vino rosso rubino che profuma di viola, ciliegia, frutti di bosco e liquirizia, subito piacevole se gustato giovane o di grande spessore se maturato a lungo nelle botti di rovere. Ideale compagno di avventura culinaria di carni rosse e cacciagione e, per restare in terra abruzzese, di salumi come la ventricina vastese e la mortadellina di Campotosto, o di formaggi come il pecorino di Farindola, senza dimenticare i maccheroni alla chitarra. Questo vino speciale nasce in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non deve superare i 500 metri s.l.m. (600 metri per quelli esposti a mezzogiorno), ed è ottenuto quasi esclusivamente dalle uve del vitigno omonimo, presente in Abruzzo sin dalla metà del Settecento, a bacca rossa, di maturazione piuttosto tardiva. Il Montepulciano da solo rappresenta oltre il 70%, in certe annate anche l’80%, del totale dei vini a denominazione prodotti nella regione, con un volume di imbottigliato pari a circa 664.000 hl (dati Agroqualità 2018), che ne fanno uno dei primi vini Doc prodotti in Italia.

L’export dei vini d’Abruzzo nel 2017

Grazie al lavoro di oltre 10 mila produttori di uva e di circa 250 aziende di trasformazione, lo scorso anno si è chiuso con ottimi risultati nell’export per i vini abruzzesi certificati: +13% rispetto al 2016, numeri che dimostrano che le aziende abruzzesi sono fortemente orientate ai mercati internazionali, confermati dalla presenza del Montepulciano d’Abruzzo nei primi posti della classifica di vendita nella grande distribuzione organizzata, il canale di vendita più grande nel mercato del vino, come sottolineano al Consorzio di tutela. I principali mercati sono costituiti da Germania (17%), Usa (11%), Canada (10%), seguiti da Svizzera e UK (rispettivamente 7% e 6%).

Le vigne alte

Un po’ di storia e la produzione

Le prime testimonianze di una solida tradizione enoica in Abruzzo si trovano nei testi di Ovidio, Polibio e Plinio il Vecchio e da allora si è diffusa soprattutto nella zona collinare e costiera. Nell’ambito dell’agricoltura regionale costituisce il segmento più significativo, con oltre 32 mila ettari di superficie vitata per una produzione annua di circa 3,5 milioni di ettolitri, di cui più di un milione a denominazione di origine. Oltre il 75% della produzione ricade nella provincia di Chieti, in prossimità delle colline costiere. Le province di Pescara e Teramo ne rappresentano ciascuna il 10% circa, mentre il 4% proviene dalla provincia dell’Aquila. La pergola abruzzese, forma tradizionale di allevamento della vite, costituisce ancora l’80% del vigneto regionale; nei nuovi impianti prevale invece la forma a filare. Il Montepulciano è il vitigno più diffuso, coltivato su circa 17 mila ettari in tutta la regione. Segue il Trebbiano, con oltre 5 mila ettari, e una serie di vitigni autoctoni. Tra questi ultimi, si distinguono sul mercato Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico.

Il Consorzio di tutela

Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo è stato istituito nel 2003 con decreto del ministero delle Politiche agricole e forestali (MiPAF) e valorizza e tutela i vini Montepulciano d’Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc (dal 2010 prima denominazione in Italia dedicata esclusivamente alla tipologia rosata), Villamagna Doc e Abruzzo Doc, ultima nata tra le denominazioni, che comprende Pecorino, Passerina, Cococciola, Montonico, Malvasia, Rosso, Bianco, Spumante bianco e rosè, passito bianco e rosso. Il Consorzio tutela anche i seguenti vini a Indicazione Geografica Tipica: Colline Pescaresi Igt; Colline Teatine Igt; Colline Frentane Igt; Colli del Sangro Igt; Del Vastese o Histonium Igt; Terre di Chieti Igt; Terre Aquilane o Terre de L’Aquila Igt.

Quando il vino sta per nascere

I prossimi eventi

Dopo le recenti partecipazioni al Prowein di Düsseldorf  e al Vinitaly di Verona, Il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Valentino Di Campli, 50 anni, di Lanciano, annuncia per il prossimo 18 maggio il Premio giornalistico internazionale “Words of wine”, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, e altri eventi: «Avremo nella seconda metà dell’anno due momenti importanti anche in Piemonte, con la partecipazione a Collisioni e al Salone del Gusto – sottolinea il presidente Di Campli –  inoltre il Consorzio per la prima volta organizza quest’anno un progetto di promozione nei Paesi Terzi (Ocm) ed in particolare negli Stati Uniti, Canada, Hong Kong e Giappone, volto a far conoscere sempre meglio le nostre Denominazioni in tutto il mondo. I nostri obiettivi per il 2018 sono ambiziosi. Vogliamo cogliere l’opportunità del cinquantesimo per accrescere la percezione dei vini abruzzesi come vini di grande qualità, non solo attraverso le numerose attività di promozione già pianificate, ma anche attraverso maggiori controlli sulle aziende a tutela della qualità».

Il manifesto dei 50 anni