23 settembre 2018 - 19:00 . ITALIA . ATTUALITÀ

Ceta, cresce del 7,4% l’export agroalimentare italiano

Ormai un anno fa è entrato in vigore il Ceta, accordo di libero scambio tra Canada e Unione europea. E la Ue ha pubblicato i dati relativi ai primi 9 mesi: per l’agroalimentare italiano verso il Canada si registra una crescita dell’export del 7,4% con aumenti significativi per prosciutto (+20%, San Daniele da solo +35%), pasta e biscotti (+24%), formaggi (+12%), cioccolato (+123%), ma anche vino (+2,7%, per il frizzante come il prosecco +12,6%), bevande non alcoliche +39%. Nel complesso l’export italiano è aumentato del 3%, con anche +7% in calzature, +4,8% abbigliamento, +58% cosmetici, +24,3% cucine.

Se in un primo momento il contratto di governo tra Lega e M5S prevedeva di non ratificare l’accordo, adesso la posizione del ministro dell’agricoltura Centinaio è maggiormente conciliante: “Confermo la volontà di ridiscutere il Ceta – ha confermato anche oggi, dopo la pubblicazione dei dati – Aspetteremo un anno e vedremo quali sono i risultati dell’accordo che in questo momento vige a livello provvisorio. Se i nostri produttori ci diranno che è stata una annata produttiva vedremo se votare a favore”.

“I dati sulle esportazioni agroalimentari comunitarie verso il Canada diffusi oggi dalla Commissione Europea, che per l’Italia certificano un aumento del 7,4%, indicano con assoluta chiarezza che per il primario nazionale i risultati sono positivi e che gli allarmismi lanciati nei mesi scorsi sono ingiustificati e azzardati, dal momento che tali previsioni sono state categoricamente smentite dalle statistiche dell’esecutivo comunitario”: è il commento del coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari. “Il Ceta non è ovviamente privo di aspetti critici, sui quali occorre continuare a lavorare – afferma il coordinatore di Agrinsieme Franco Verrascina -. Per la ratifica non ci sono tuttavia scadenze e tempistiche precise e che quindi l’applicazione provvisoria può continuare a lungo”.

 

Foto By WineNews