30 Settembre 2018 - 19:00 . ITALIA . ATTUALITÀ

Coldiretti, il Villaggio contadino fa tappa a Roma

Il Villaggio contadino di Coldiretti conquista Roma. Infatti dal 5 al 7 ottobre al Circo Massimo arrivano le aziende agricole con i loro prodotti, gli agrichef, le stalle con con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, le capanne con i pastori e le fattorie didattiche. Il mondo divertente di Coldiretti è pronto a invadere pacificamente la Capitale per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione Made in Italy, per tutto il week end.

Ci sarà una vera e propria Arca di Noè dove scoprire gli animali salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica che presenterà la piu’ grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia. Dalla capra Valdostana con le lunghissime corna alla pecora Comisana dalla testa rossa, ci saranno esemplari sopravvissuti lungo tutta la Penisola come la mucca Agerolese dal mantello nero dalla quale si ottiene il latte per il gustoso provolone del monaco o il Mucco Pisano, ma anche il maiale di nero dei monti Lepini considerata una razza “reliquia” e quello di Cinta senese dalla curiosa fascia bianca sul manto scuro e i cavalli Persano, Maremmano, Tolfetano e i simpatici Haflinger altotesini dalla folta e setosa criniera di colore chiaro, insieme a decine di altre razze in pericolo anche di oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana. Simbolo della giornata è però l’asino italiano che dopo aver rischiato l’estinzione è tornato prepotentementenelle diverse razze da quello dell’Amiata, a quello dell’Asinara, da quello sardo a quello d Martina Franca e molti altri.

Ma sarà possibile conoscere i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi “dimenticati”, dai fagioli del Purgatorio di Gradoli alla patata Cojonaria del Friuli, dalla pera Angelica di Serrungarina al barattiere che, consumato acerbo, trova spazio in insalate o senza condimento e ricorda un po’ il cetriolo, dal Conciato Romano, formaggio dell’antichità ancora prodotto in anfore, al formaggio Ainuzzi, plasmato in forme di animali come cervi, daini e capre e strettamente legato alle tradizioni religiose di Agrigento e molti altri.