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Dopo le patate anche la carota ottiene la certificazione Igp

di Jolanda Ferrara

CELANO – Il Fucino. Con l’accento sulla u, giusto per dire subito che quando si parla di questa zona d’Abruzzo, prima di tutto bisogna partire dalla pronuncia giusta. E poi collocarla: siamo nella Marsica, cuore duro ma fertile e generoso dell’Italia centrale. Fùcino, quindi, che è come dire “orto d’Italia”, un avamposto di tradizione agricola all’avanguardia, filiera controllata, qualità certificata Igp. Dopo le patate – di tutte le varietà, pasta gialla e pasta rossa – ora infatti è la carota rossa e croccante dell’altopiano marsicano a fregiarsi della certificazione. Con il recente via libera del Mipaaf, si va infatti alla costituzione dell’apposito Consorzio di tutela della Carota dell’Altopiano del Fucino Igp. L’Indicazione geografica protetta a sigillo di un territorio straordinariamente fertile favorito da condizioni pedoclimatiche più uniche che rare.

Un ambiente irripetibile, quelle del Fucino, raccontano con orgoglio gli operatori locali: incastonato tra i monti dei parchi d’Abruzzo, con lo storico Parco nazionale che qui fa da cerniera fra Abruzzo e Lazio (il casello di ingresso alla Capitale è giusto a 35 minuti di auto). Una verde distesa di quindicimila ettari, la Piana del Fucino, posta 700 metri sul livello del mare, dove un tempo c’era un grande lago pescoso, poi prosciugato. I terreni argillo-calcarei sono ricchi di limo, minerali e sostanze organiche, perciò altamente produttivi, favoriti dall’escursione termica dovuta all’altitudine. Insomma, tutto concorre a far sì che le produzione orticole dell’altopiano possano vantare un elevato profilo qualitativo ed organolettico.

Buccia liscia e brillante, forma e calibro regolare, le patate a pasta gialla, rossa e anche viola (varietà più di nicchia) sono ricche di vitamina C, ferro, potassio e altri elementi preziosi per la salute, tanto da spingerne l’inserimento tra i prodotti immagine della dieta mediterranea. A sua volta la carota, di colore arancio intenso e polpa croccante, è ricca di oligoelementi e vitamine: tiamina, riboflavina e soprattutto carotene.

Adesso, oltre a patata e carota, che rappresentano i fiori all’occhiello del territorio, si guarda con interesse crescente all’esuberanza qualitativa di radicchio, finocchio, cavolfiori e spinaci prodotti localmente. Anche in piena estate, grazie alla possibilità di destagionalizzare le colture quando, ad esempio sulla costa, gli stress climatici spesso penalizzano o addirittura annullano la qualità di interi raccolti, spiega Battista Bianchi, responsabile ufficio agronomico Covalpa Abruzzo (Consorzio valorizzazione produzioni agricole) e Ampp, l’Associazione marsicana produttori patate, una delle realtà nazionali di riferimento per il settore.

“Il Fucino è un serbatoio agricolo, una riserva da cui attingere prodotti di qualità superiore nonostante la sfida dei cambiamenti climatici” sottolinea Mario Nucci, direttore del Consorzio di tutela Igp Patata del Fucino, “e il riconoscimento dell’Igp rappresenta una grande opportunità e premia gli sforzi della filiera garantita da Covalpa Abruzzo”. Una tipicità – e un vanto – tutto abruzzese, che ha spinto anche il tristellato chef Niko Romito ad annunciare nel menu curato da Niko Formazione all’imminente Vinitaly, gnocchi di Patata del Fucino Igp e contorno con Patata del Fucino Igp. Idem con patate, verrebbe da dire, per l’industria della surgelazione che guarda con rinnovato interesse al prodotto coltivato e garantito dagli oltre quattrocento pataticoltori dell’Ampp. Dalla recente ricerca e workshop promossi dall’associazione marsicana, emergono le grandi potenzialità della Patata del Fucino Igp: il Fucino è il primo areale di produzione in Italia con i suoi 1.917.000 quintali di patate prodotte localmente. E l’Abruzzo è al terzo posto in Italia per produzione, dopo Emilia Romagna e Campania. L’80% della produzione del Fucino è destinato al mercato del fresco per il quale si coltivano varietà diverse come Agata, Colomba, Malice, Nectar mentre per l’industria, che rappresenta il 20% della produzione, vengono prodotte l’Agria e Innovatur, in quantità minori la varietà a buccia rossa Laura e Labella.

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Foto By Turismo.it; Piaceridellavita.com; Patatedelfucino.it; Associazione Italiana Food Blogger