EMILIA ROMAGNA

Cibus, attesi in 15mila dall’estero

di Marco Valeriani

I numeri di Cibus

Sono attesi oltre 70.000 operatori professionali; 15.000 dei quali stranieri. Più di 2.000 top buyer da oltreconfine. Si presenta così Cibus 2018, la fiera internazionale dell’agroalimentare tricolore in programma a Parma dal 7 al 10 maggio 2018. Otto i padiglioni previsti: formaggi e latticini; carni e salumi; gastronomia; ultrafresco e surgelati; pasta, conserve, condimenti, specialità dolci e da forno; bevande; tipicità e regionalità; altri settori. Nell’Anno del Cibo Italiano, proclamato nello scorso mese di giugno dal Governo, Cibus avrà una connotazione ancora più marcata di salone dedicato ai soli ‘addetti ai lavori’.

L’accordo con Macfrut

Tra le novità assolute del prossimo anno, un’area riservata alla cooking station: qui i visitatori potranno assaggiare tutto quanto esposto nei rispettivi padiglioni. Vera e propria piattaforma per il lancio di nuovi prodotti sia sul mercato interno che estero, Cibus ha siglato un importante accordo con Macfrut (fiera della filiera ortofrutticola in calendario a Rimini dal 9 all’11 maggio) allo scopo di favorire lo spostamento dei partecipanti tra i due poli espositivi concomitanti.

L’opinione degli addetti ai lavori

“Dopo le sinergie attivate negli anni passati con altre realtà – ha commentato a margine della presentazione di Cibus 2018, il Presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia – arriva ora l’intesa con Macfrut; un’azione di sistema tra due fiere specializzate e ben conosciute allo scopo di conquistare nuovi mercati esteri. Non c’è protezionismo che tenga, con iniziative fieristiche e d’incoming altamente qualificate a livello mondiale le nostre esportazioni cresceranno ancora di più degli attuali livelli record”. “Questa notizia – ha aggiunto Michele Scannavini, Presidente dell’ICE-Agenzia – non può che essere accolta con soddisfazione. È un rafforzamento della politica di valorizzazione del sistema fieristico italiano, promossa da tempo dall’ICE-Agenzia su impulso del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). L’aggregazione dell’offerta sostiene in modo sempre più efficace l’immagine della produzione italiana nel mondo: il comparto dell’ortofrutta fresco e trasformato rappresenta la prima voce dell’export che nel 2016 si è tradotto in un valore di ben 8,3 miliardi di fatturato”.