TRENTINO ALTO ADIGE | Itinerari

Itinerario del gusto in Alto Adige. Tra cantine, castelli e laghi montani

di Emanuela De Pinto

Itinerario Strada del Vino dell’Alto Adige

Segnate sul diario di bordo: 16 comuni, 150 chilometri, 74 cantine e oltre 5.200 ettari di vigneto. Si parte lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige. Una passeggiata che si rivela esperienza, da vivere immersi nel clima montano, in una regione che regala panorami mozzafiato, tra cime innevate d’inverno e verdi vallate in estate. La Strada del Vino dell’Alto Adige inizia il suo itinerario a Nalles, passa per il capoluogo Bolzano e attraversa l’Oltradige e la Bassa Atesina fino a Salorno, incrociando paesini pittoreschi e imponenti residenze signorili che ricordano un passato nobiliare. Qui la cultura enologia ha radici antiche e profonde, con testimonianze e ritrovamenti di strumenti per la vinificazione che risalgono già al V secolo a.C.

Tirolo Südtirol Trentino

Un po’ di storia della viticoltura

Una cultura enologica tra le più antiche d’Europa, che vede tra i suoi gioielli i vini bianchi freschi, fruttati e di spiccata personalità: il Gewürztraminer, il Muller-Thurgau, il Riesling solo per citare i più noti. Vitigni che sono anche la base di ottimi spumanti. Intorno al XIII secolo, i primi due vini locali presero il nome proprio dalla loro provenienza geografica . Parliamo del vino ‘Potzner’, dalla città di Bolzano e il ‘Traminer’ dalla cittadina Termeno. Fu durante la monarchia austroungarica che vennero impiantati anche il Riesling e i vitigni della Borgogna. Dal 1980 ad oggi, la viticoltura altoatesina vive un boom che ha portato i produttori a lavorare sull’uso di tecnologie avanzate e moderne per puntare all’alta qualità, a discapito di una forte riduzione delle rese. Tutto questo ha portato un risultato eccezionale: il 98,8% di tutta la superficie vitata dell’Alto Adige è tutelata dalla denominazione DOC con un rigido disciplinare.

vini alto adige

Prima tappa: a Terlano nella Tenuta Kornell

Partiamo da Terlano, non molto distante dal capoluogo Bolzano. Con una premessa, se ci andate a inizio primavera e siete amanti degli asparagi, sappiate che siete nel posto giusto. Insieme alle frazioni di Vilipiano e Settequerce, infatti, Terlano è meta prediletta per i buongustai che abbinano una degustazione in cantina ad un assaggio di asparagi, eccellenza locale riconosciuta che da aprile a maggio viene servita in tutti i ristoranti della zona. Suggeriamo di fermarvi proprio a Sottoquerce, per visitare una piccola cantina, la Tenuta Kornell,  una struttura che si integra perfettamente con la natura circostante. Una chiacchierata con il proprietario Florian Brigl confermerà questa filosofia produttiva basta interamente tra il connubio di uomo e natura. Senso di responsabilità e una grande passione per la viticoltura danno come frutto vini eleganti e genuini.

Terlano
Tenuta Kornell

Seconda tappa: i tre Castelli di Appiano

Tra un vigneto e l’altro, scorgerete oltre 180 fortezze, castelli e palazzi nobiliari d’epoca in un paesaggio collinare riparato dai venti dalle montagne intorno. La visita a Castel d’Appiano, nel paesino di Missiano, è d’obbligo. Arrivati sul luogo, la vista sulla vallata e la città di Bolzano è una meraviglia che vale la fatica del viaggio. Il portone d’ingresso del maniero, costruito tra il 1125 e il 1130 da Ulrich, Conte di Appiano, si raggiunge attraversando un ponte. Si entra così nel castello dove le attrazioni sono molte: dalla torre pentagonale agli affreschi ben conservati nella cappella, che risalgono al primo decennio del XIII secolo. Nelle pitture troviamo le tradizioni gastronomiche del territorio: sono raffigurate ‘le mangiatrici di canederli’ e diverse scene di caccia. All’interno si trova anche una taverna, ma attenzione al periodo: il Castello è aperto solo da marzo a novembre . Il secondo luogo da visitare sono le rovine di Castel Boymont: ci si arriva attraverso un sentiero in cui troverete come compagni di avventura maiali e cavalli che qui pascolano liberi. Costruito dai Conti d’Appiano nel 1235, il maniero fu poi concesso come feudo ai Signori di Boymont. Restaurato dopo un rovinoso incendio dall’attuale proprietario, nel 1977, oggi il Castello con i suoi elementi gotico e romanico è nuovamente visitabile. Anche qui taverne aperte dove gustare i piatti  e i vini tradizionali. Ritornando sulla strada, completiamo la triade dei castelli della zona con Castel Corba, che svetta con la sua torre in lontananza. Ambienti eleganti e raffinati rendono accogliente l’atmosfera. Questo castello è anche un hotel di lusso selezionato dalle migliori guide del settore.  Non mancano gli eventi nella dimora storica, soprattutto concerti di musica classica.

Castel d’Appiano
Castel Boymont
Castel Corba

Una sosta gustosa all’Enoteca ‘Vis à Vis’ a San Paolo

Con tutte queste camminate fatte di sali e scendi, si fa sentire l’appetito. E allora proponiamo una tappa all’enoteca ‘Vis a Vis’ che si trova a San Paolo (Comune di Appiano). Qui si può scegliere tra oltre 400 etichette di vino, soprattutto regionali. La tendenza dei proprietari nella scelta dei vini è quella di valorizzare in modo particolare le piccole produzioni locali. In abbinamento, la vera merenda tirolese a base del migliore speck e un tagliere di eccezionali formaggi regionali. Se volete portare a casa un pensiero gastronomico, Martin e Stefanie Schwarzer vi prepareranno fantastici cesti confezionati da regalare al vostro rientro agli amici più meritevoli. Su richiesta, i proprietari saranno lieti di organizzare per i clienti escursioni in vigna, per conoscere di persona i produttori del vino dell’Alto Adige.

I proprietari dell’enoteca ‘Vis à vis’
Merenda all’enoteca

Terza Tappa: i laghi di Monticolo

Dall’enoteca ci mettiamo in auto per raggiungere il bosco di conifere e latifoglie a Monticolo, e godere delle piacevoli sensazioni che regalano il Grande Lago (17,8 ettari) e il Piccolo Lago (5,2 ettari). In estate, entrambi i laghi regalano momenti di relax, grazie alle loro acque balneabili.  In riva al Grande Lago anche una piscina riscaldata, un ristorante e un grande prato dove i bambini scorrazzano allegri. D’inverno, i laghi si ghiacciano e diventano divertenti piste per il pattinaggio sul ghiaccio.

Laghi di Monticolo
Lago grande di Monticolo

Quarta Tappa: Termeno, dove gustare il vino autoctono Gewurztraminer

Limoni, ulivi, palme e una distesa di vigneti. Eccoci a Termeno. Da questa località,  prende il nome il vitigno autoctono la cui vite dà un vino bianco particolarmente apprezzato dai winelovers di tutto il mondo. L’omaggio al vino è costante, ogni anno a Termeno si organizzano vari eventi tra cui il Simposio Internazionale del Gewürztraminer, la Festa del Gewürztraminer, la Festa del vino tra i vicoli del centro Traminer Weingassl, le Giornate d’Autunno ed il ‘Gewürztraminer Kuchl’, dove abbinare al vino le tante specialità della gastronomia locale. Una volta arrivati, il consiglio è di prendere le biciclette a noleggio e mettersi in viaggio dal centro del paese fino alla Chiesa di S. Giacomo a Kastelaz. Il paesino negli ultimi anni sta puntando molto sul cicloturismo, come sulle arrampicate che vedono i percorsi offerti tra i monti Mendola e Regglberg le mete più gettonate. A nord, una tappa al Lago di Caldaro è imperdibile, anche perché è uno dei laghi alpini con la temperatura più miti e in estate potrete concedervi anche qualche sport acquatico.

Festa del Gewuerztraminer a Termeno
(foto www.eppan.com)

Quinta tappa: i portici di Egna

Egna, detto il giardino del Sudtirolo, terzo comune per popolazione del comprensorio Oltradige-Bassa Atesina, è annoverata tra i borghi più belli d’Italia, grazie ai suoi antichi portici e alle residenze signorili con gli eleganti e raffinati cortili interni che ci catapultano in ambientazioni magiche e favoleggianti. Un tipico borgo mercantile fondato nell’Alto Medioevo, intorno al 1189, dal Vescovo Corrado di Trento, dove perdersi tra un caffè e un negozietto e darsi allo shopping sfrenato. Oltre ai portici, merita una visita la chiesa parrocchiale tardogotica di S. Niccolò, quella di S. Maria in Villa e il Palazzo settecentesco Grieslfed. I due terzi della popolazione parla tedesco.

I portici di Egna

Sesta tappa. Visita alla Tenuta Pfitscher, a Montagna

Poco a sud di Bolzano, la nostra ultima tappa lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige ci porta a Montagna, per visitare la cantina Pfitscher. Qui, la modernità incontra la tradizione. La cantina è un gioiellino dell’arte contemporanea che ben si armonizza con il paesaggio. È, infatti, la prima cantina certificata ‘CasaClima Wine’, che valuta tutta una serie di parametri relativi all’impatto ambientale dell’edificio, oltre che al consumo di energia e di acqua per la viticoltura, senza tralasciare l’impatto del trasporto. Piccola vigna e grandi vini: appena sette ettari vitati a Pinot Nero, Sauvignon Blanc, Pinot Bianco e Gewurztraminer. Vini puri che rispettano l’anima del territorio.

Tenuta Pfitscher
Tenuta Pfitscher

Prodotti e piatti tipici

Lo Strudel di mele con il marchio di qualità. Rigorosamente senza conservanti, esaltatori di sapidità o altri additivi chimici. La ricetta classica del ripieno prevede: mele, uvetta, zucchero, pan grattato, spezie, aromi naturali, noci o mandorle, pinoli e burro dei produttori locali.

Asparago bianco. Un tempo chiamato ‘avorio commestibile’ o ‘verdura reale’ in quanto molto raro e costoso, oggi è tra le coltivazioni più rinomate nella zona di Terlano, Nalles, Vilpiano e Sottoquerce. In tutto solo dieci ettari circa, per una produzione totale che ogni anno raggiunge tra 50 e 60.000 kg di prodotto. La varietà è l’asparago bianco, detto anche ‘Margarethe’ in omaggio all’ultima contessa del Tirolo. Sapore delicatissimo, da accompagnare alla ‘salsa bolzanina’, fatta con uova ed erba cipollina.

Miele dell’Alto Adige, dal gusto intenso, conferito dal nettare dei fiori alpini di cui si nutrono le api. Le varietà più note sono il miele millefiori, dal colore chiaro e aromatico e il miele di bosco scuro (melata), molto speziato al palato.

Albicocche e ciliegie a marchio di qualità Alto Adige, dolci e saporite. Tutti i frutti vengono coltivati interamente in Alto Adige e raccolti a mano. Affrontano quindi trasporti brevi e arrivano sulle tavole ancora freschissimi.

Canederli con speck e formaggio. Detti anche ‘Knodel’, sono dei grossi gnocchi composti per lo più da pane raffermo, latte, uova. Ma esistono varianti con grano saraceno o polenta al posto del pane. Le palle hanno un diametro di circa 4-6 centimetri e solitamente un cubetto di formaggio viene riposto al centro. Vengono cotti in acqua salata e serviti con burro fuso, oppure in brodo.

Cavolfiore. Non tutti lo sanno, ma questo è un ortaggio che trova terreno fertile proprio in Alto Adige. Grazie alle forti escursioni termiche e la coltivazione ad altitudini elevate, il cavolfiore del territorio sviluppa un forte aroma e una particolare croccantezza che ne garantisce una lunga conservabilità.

Canederli (knoedel)