ITALIA | Personaggi

Mauro Perrella, perchè il piatto tipico è la nuova star del web

di Giuliana Carosi

Secondo uno studio effettuato da Coldiretti/Ixè, un italiano su tre è affetto da food-selfie mania, e cioè quell’impulso sfrenato e incontenibile a scattare e condividere foto del cibo che sta per assaggiare. Sempre secondo l’indagine, parliamo di 5 milioni di foto al giorno. Non sarà un caso se a partecipare a blog e community dedicate al cibo è il 25% degli italiani che sceglie il web non solo come grande “tavola” dove mettere in bella mostra cibi e prodotti, ma ne fa addirittura un luogo di confronto e discussione per scelte rispetto a ciò che deve acquistare o mangiare. E significherà pur qualcosa anche la proliferazione di programmi e contest dedicati alla cucina, che continuano ad avere un seguito enorme anche tra i più giovani. Non sorprende, dunque se per il 50% degli italiani il vero Made in Italy è rappresentato dal cibo, molto più della moda (per il 22%) e della produzione artistico-culturale (16%).

 

Mauro Perrella piatto tipico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, oggi il cibo – soprattutto quello tipico, tradizionale e ben impiattato – è diventato il re dei social. Protagonista quasi assoluto di click, di like e condivisioni, il piatto tipico prima si ammira, poi si condivide e, infine, si gusta. C’è chi parla di Foodporn, chi di disturbo ossessivo compulsivo, ma una cosa è certa: Facebook e Instagram stanno dimostrando che esistono immagini che hanno un appeal decisamente superiore rispetto alle altre. E il prodotto tipico, col suo impiattamento, è uno di questi. Dalla tavola a Instagram, il passo è stato a portata di click.

Perché tanto successo? Lo abbiamo chiesto a Mauro Perrella, web manager ed esperto internazionale di Personal branding.

Mauro Perrella, Web manager

“Il motivo è molto semplice: il cibo è uno dei piaceri della nostra vita. E il buon cibo fa venire voglia di mangiare. Ma non è solo una questione concettuale, ma anche cromatica. D’altra parte ci sarà un motivo se sul cibo c’è un’attenzione coreografica importante: perché si mangia prima con gli occhi. E così accade che molti ristoratori o chef fanno assaggiare i loro piatti prima sul web: in questo modo si crea interesse, attenzione, in qualche modo si testa il piatto che poi viene viralizzato. Oggi Instagram è una sorta di grande “tavolo” dove i piatti vengono posizionati e condivisi. Un po’ come mettere centinaia di persone a guardare ciò che sta per degustare. E, in qualche modo, lo fanno anche loro”.

 

Da qualche tempo a questa parte gli chef e, in generale, il mondo dell’alta cucina sono al centro dell’attenzione mediatica. Pensiamo ai talent show e a chef  divenuti ormai delle star tv. Quanto ha contato il mondo dei social?

“Moltissimo: oggi il web è il canale più frequentato, la tv e giornali hanno un’ “audience” inferiore. Internet ha dilatato i concetti di spazio e tempo e i social consentono di andare a vedere qualcosa in qualunque momento, alimentando il passaparola. Uno chef che è sempre stato dietro le quinte della sua cucina ha capito grazie al web che, mettendoci la faccia, può diventare un personaggio, alzare costo del suo cachet, il prezzo dei suoi piatti. I primi gli americani a capire quale fosse il business che si nasconde dietro il mondo dell’alta cucina sono stati gli americani: quando hanno compreso cosa questo mondo è in grado di scatenare, hanno iniziato a diffonderlo”.

 

Mauro Perrella, da molto tempo ti occupi del posizionamento di personaggi più o meno famosi sul web. Che tendenze noti rispetto al food?

“Creare un personaggio on line ha solitamente dinamiche simili, a prescindere dal settore. Ciò che cambia è la fascia che si vuole occupare. Ci sono chef star di loro stesse e chef che hanno preferito diventare, o restare, star dei fornelli.  Pensiamo a Massimo Bottura e Carlo Cracco, due grandissimi chef ma che hanno costruito due percorsi differenti: il primo è diventato famoso prevalentemente grazie al suo ristorante e alla sua cucina, il secondo ha fatto crescere la sua fama soprattutto attraverso i media. È chiaro che entrambi hanno la necessità di avere una presenza costante sui social, altrimenti rischiano di perdere il “turismo” soprattutto straniero. Non dimentichiamo che all’estero il web è usato soprattutto per acquisire informazione”.

Ti mai stato chiesto di seguire uno chef?

“Si, mi è capitato. Uno chef stellato, ma per ragioni di privacy non posso dire il nome”.

Come sta andando secondo te il Made in Italy? Qual è l’immagine che dà di sé sul web?

“Il piatto tipico è ormai una star del web. Il problema del Made in Italy è che, essendo un grande plus, c’è chi ne abusa facendone un business per poi cederlo all’estero. Noto una tendenza a mercanteggiare questo valore che abbiamo. Ed è un peccato perché l’Italia vive della sua artigianalità, della tradizione e della storia che raccontano i suoi piatti, i suoi prodotti tipici. Dobbiamo difendere questa ricchezza, soprattutto oggi che accusiamo un potere economico inferiore rispetto ad altri Paesi. L’Italia è ancora uno dei posti più belli col miglior cibo del mondo. Quindi ben venga la promozione delle nostre eccellenze purché siano reali”.

Qual è il piatto tipico al quale Mauro Perrella non può rinunciare?

“Un piatto molto semplice ma complesso nella sua linearità: lo spaghetto al pomodoro, il piatto tipico che più amo. Ovviamente, per farlo bene, occorre prestare attenzione agli ingredienti che si usano, ad esempio la pasta di Gragnano, il pomodoro San Marzano o cillegio, l’ olio extravergine di oliva Dop, l’acqua col giusto grado di sapidità. A tavola, come nella vita, è la scelta della materia prima a fare la differenza”. 

spaghetti al pomodoro e basilico