ABRUZZO | vino

Viaggio sul Treno del Vino, tra i parchi d’Abruzzo

di Jolanda Ferrara

SULMONA – In carrozza d’epoca sulla piccola transiberiana d’Italia con “Il Treno del Vino”. Paesaggi mozzafiato a cavallo tra i parchi d’Abruzzo, l’emozione di viaggiare sulla vecchia ferrovia ricamata sulla montagna, la Sulmona-Carpinone valico più severo di tutto l’Appennino, e il gusto dei sapori d’Abruzzo. Domenica 8 luglio una traversata slow nello spazio e nel tempo. Con cibo e vino accoppiati ad arte dal Movimento Turismo del Vino (Mtv) Abruzzo. Terza attesa edizione del Treno del Vino, ideato e organizzato dall’Associazione Le Rotaie – Fondazione Ferrovie dello Stato, in sinergia con Mtv Abruzzo e Slow Food Abruzzo Molise.

Venti cantine (*) pronte ad ogni stazione prevista dal treno – Campo di Giove, Castel di Sangro, Palena – a rallegrare i calici dei winelovers a bordo e decantare carattere, pregi e virtù dei vini autoctoni abruzzesi. Il gagliardo e multiforme Pecorino, le armonie e le asperità del Montepulciano d’Abruzzo, la freschezza del Cerasuolo, l’effervescenza di Cococciola e Passerina, la suadenza dell’antico Moscato. Biodiversità nel calice, negli animi e tutt’intorno. È un Abruzzo che conquista.

Treno del Vino Abruzzo

In viaggio c’è anche Typi e questo è il diario illustrato di una giornata perfetta. Baciata dal sole, carezzata dall’aria frizzante in quota. Attraversiamo il versante sud occidentale del parco nazionale della Maiella e Morrone, gli Altipiani Maggiori e il parco nazionale d’Abruzzo, fino al confine con l’Alto Molise. Superando i 1.200 metri di altitudine a Palena e Rivisondoli, Pescocostanzo e Roccaraso, rigenerati dalla vista delle alte praterie e dei boschi .

Una giornata allietata dall’ottimo cibo e vino, benedetta dalla santa allegrezza che unirà tutti i 450 passeggeri (capienza massima delle sei carrozze) in un unico vitale sentimento. Complici il festoso e popolare organetto diatonico, detto ‘ddubbotte’, il canto e lo sguardo fiero dei ‘Lupi della Maiella’, il gruppo di giovani suonatori di San Valentino in Abruzzo citeriore.

Ciuf ciuf si parte, treno puntuale alle 10:10 dalla stazione di Sulmona. Non prima di ricevere il benvenuto dallo staff Mtv e ritirare sacchetta porta calice e talloncini validi per le degustazioni previste nel pacchetto di viaggio. Otto ore, appena 150 km tra andata e ritorno. Tra valichi e vallate boscose, gallerie, ponti e viadotti sullo stile degli acquedotti romani, impennate anche a strapiombo (Colle Mitra, dopo Pettorano sul Gizio il punto più alto e spettacolare sulla Valle Peligna) e ripide discese (Monte Arazecca, tra Roccaraso e Castel di Sangro) intorno alla Maiella ‘madre degli abruzzesi’. Il treno marcia spedito ma senza fretta, in un tempo tutto suo.

A bordo molti passeggeri da Lazio e Marche in modo particolare, e anche inglesi, americani, austriaci. “Il 70 per cento delle prenotazioni, sold out già da due mesi”, gongolano soddisfatti i rappresentanti di Mtv Abruzzo. Molti anche gli abruzzesi, peligni, marsicani, teatini, pescaresi, conoscitori esperti della Maiella e del Gran Sasso con il sole e con la neve. Racconti entusiasmanti a bordo, non potevano certo perdersi la passeggiata sul treno ultracentenario. La ‘napoletana’ com’era chiamata, l’importante linea ferroviaria che fino ai primi anni 2000 ha collegato due centri nevralgici come Pescara e Napoli, Adriatico e Tirreno.

Sei carrozze storiche strappate non senza difficoltà alla dismissione certa e rimesse splendidamente in funzione dalla Fondazione FS, racconta Claudio Colaizzo de ‘Le Rotaie’, l’associazione che della Piccola transiberiana ha fatto il suo fiore all’occhiello. Il posto a noi riservato è il 20, carrozza 5 , una Corbellini, dal nome del ministro ideatore. Viaggiamo in prima classe. In treno siamo in buona compagnia e armati di taccuino per appuntare le molte notizie e curiosità che Colaizzo racconta con dovizia di particolari. Una tratta evento la Sulmona- Carpinone, presa letteralmente d’assalto a ogni nuovo appuntamento nel calendario de Le Rotaie. Un breve viaggio e una grande emozione ritrovarsi sulla vecchia ferrovia, valico di cerniera tra i monti d’Abruzzo e Molise.

L’itinerario è panoramico e ricalca l’unica direttrice esistente su quel tratto di Appennino, i ‘tratturi’ dei pastori in transumanza tra Abruzzo e Puglia, le sole strade ancora oggi esistenti in alcuni tratti dell’interno. Dal capoluogo peligno risalendo Colle Mitra l’affaccio è su tutta la Valle Peligna e si entra nel parco Maiella-Morrone. Prima sosta Campo di Giove, a 1.071 metri sul livello del mare. E il primo entusiasmante incontro con il nettare delle aziende vinicole abruzzesi che cullerà l’ascesa del convoglio fino agli Altipiani Maggiori e, poi, la discesa lungo la valle del Sangro dominando dall’alto Castel di Sangro e Capracotta, con le montagne dell’Alto Molise.

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All’ora di pranzo Castel di Sangro è deserta e la scarpinata dalla stazione  all’ex convento francescano della Maddalena , che oggi ospita il  Museo Civico Aufidenate e il Museo internazionale della pesca a mosca, mette un certo appetito. Ad accompagnare i brindisi nelle soste enologiche, Ventricina del Vastese (presidio Slow Food) e salumi prodotti a Gissi, comunità montana del medio Vastese. Poi pasta al ragù di tre carni e, infine, i prelibati dolci fatti a mano. Sfogliatella di Lama dei Peligni e Bocconotto di Castel Frentano, prodotti tipici presidi Slow Food della provincia di Chieti, dolci capolavori di fragranza e artigianalità tramandata da generazioni. La sfogliatella abruzzese (presente nell’Atlante dei prodotti tipici regionali) ha sfoglia più sottile e ripieno tipico: marmellata d’uva Montepulciano e amarene, cacao, mandorle tritate. Anche il bocconotto è un prodotto identitario, fondente nella consistenza della frolla come nel ripieno, cremoso di cioccolato, caffè e mandorle tostate e tritate. Un’arte, un patrimonio culturale raro, unico e speciale come tutto il contesto e la giornata che stiamo vivendo.

Il fiume Sangro scorre lieto, l’aria è fresca, il sole splende. Sul grande prato intorno al complesso architettonico tutti in fila dal “Boscaiolo” per le mezze maniche al ragù abruzzese, generoso e fatto ‘come si deve’. Dalla voce dei vignaioli, il racconto del vino. Ma c’è ancora tanto ancora da scoprire, la storia non finisce certo qui. Il nostro viaggio sul Treno del Vino, invece, è prossimo al capolinea, lo spettacolare Quarto di Santa Chiara, a Palena, 1.258 metri sul livello del mare. Aria frizzante e paesaggio lunare, immutato nel tempo. La montagna è sovrana, solo qualche gregge sul crinale, un cavallino di razza pentra libero al galoppo tra le praterie, la fioritura ancora evidente sull’altopiano. Cartoline senza tempo.

E si riparte in picchiata fino a Pettorano per rientrare nella Conca di Sulmona, a ritroso, come in un film alla moviola. La letizia diffusa cede già alla nostalgia, dopo il vino a tenere su gli animi ci penserà l’organetto. Il nuovo appuntamento con il Treno del Vino è per l’anno prossimo. Nel frattempo, ogni domenica treno storico da Sulmona in partenza per borghi e aree protette tra Abruzzo e Molise con “Le Rotaie” (www.lerotaie.com).

L’APPROFONDIMENTO DI TYPI SULLE ‘VIRTU’ TERAMANE’

*Cantine presenti:

Codice CITRA, Tenuta Cerulli Spinozzi, Cantine Spinelli, Cantina Rapino, Dora Sarchese Vini, Azienda Tilli, Tenuta Secolo IX, Vini Olivastri Tommaso, Vini Contesa, Cantina Tollo, Torre Zambra, Cantina Frentana, Feudo Antico, La Vinarte Azienda Agricola, Storiche Cantine Bosco, Buccicatino Vini Bio, Marramiero, Colle Moro Wines, Cantine Mucci Cantina Di Ortona

VEDI LA FOTOGALLERY DEL NOSTRO REPORTAGE SUL ‘TRENO DE VINO’  ABRUZZO 2018

(Foto di Antonio Corrado, Marcello Majellando, Piera Menichini)