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Campania Prodotti

Carciofo Violetto di Castellammare

Ortofrutticoli e cereali, Ortaggi e conserve vegetali

Presidio Slow Food

Descrizione

Carta d’Identità
Il Carciofo di Castellammare Presidio Slow Food, detto anche “violetto di Castellammare” è un carciofo privo di spine, con grandi infiorescenze, rotonde e globose; le brattee, ossia le foglie commestibili, sono di un colore tendente al rosa che sfuma nel violetto. 

La Storia
Le origini dell’ortaggio risalgono all’epoca romana quando la frazione di Schito, identificata con il nome di “orti di schito”, era già considerata particolarmente portata all’orticoltura. La precocità di questo ortaggio è ricordata in diversi manuali di agricoltura risalenti all’epoca borbonica, nei quali viene definito “primaticcio” di Castellammare poiché poteva essere raccolto già in primavera. Il Presidio mira alla riconversione all’orticoltura dei terreni storici, attraverso la promozione di uno dei prodotti simbolo della cucina campana e napoletana in particolare.

L’Area
Il Violetto viene coltivato nei comuni di Castellammare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità, in provincia di Napoli.

La Stagionalità
La raccolta si effettua come primizia da fine febbraio ad aprile/maggio, il periodo centrale della produzione coincide con le festività pasquali.

Preparazione e abbinamenti
Il carciofo può essere consumato sia nell’antipasto sia come secondo piatto. È possibile cuocerlo intero, per circa mezz’ora, nella brace di un barbecue. In seguito viene ripulito delle foglie abbrustolite e condito con sale, pepe, prezzemolo, aglio fresco e olio. Altrimenti lo si può cucinare ripieno, il così detto carciofo ‘mbuttunato.

Dove viene prodotto
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