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Cavolo Vecchio di Rosolini

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Presidio Slow Food

Descrizione

Carta d’identità
Il Cavolo Vecchio di Rosolini appartiene alla famiglia delle Brassicacee. Viene definita come varietà Acephala da cui il termine di “cavolo da foglia”. Ha un ciclo poliennale (fino a 5-7 anni) ed una fase vegetativa molto prolungata, da cui deriva il nome di cavolo vecchio. La parte edule è rappresentata dai germogli teneri, contraddistinti da un accentuato sapore forte. La pianta è rustica, resiste a lunghi periodi di siccità e, se coltivata impiegando concimazioni organiche, irrigazioni di soccorso e sarchiatura può accrescersi fino ad occupare una superficie di 1 m².

La Storia
La storia del Cavolo Vecchio di Rosolini si intreccia con le abitudini alimentari delle famiglie contadine tra le due guerre e gli inizi degli anni ’60. A quei tempi si usavano come strumenti di lavoro il mulo e il cavallo ed ogni agricoltore possedeva una “salina”, ossia una concimaia scavata nel terreno, in cui veniva accumulato quanto prodotto dagli animali quando si “nettava”, cioè quando si puliva la stalla. Il cavolo vecchio veniva coltivato proprio al margine della salina.

L’Area
La città di Rosolini si trova tra le province di Ragusa e Siracusa, ai piedi dei monti Iblei e a pochi chilometri dalla Val di Noto. La città nata con i Bizantini e conquistata dagli Arabi, è ricca di storia e di cultura ed è un importante centro economico, da sempre vocato all’agricoltura e alla coltivazione di mandorli, ulivi, frumento o fave.

La Stagionalità
Il Cavolo Vecchio di Rosolini va consumato fresco. La raccolta avviene nel periodo compreso tra agosto e marzo.

Preparazione e abbinamenti
Il Cavolo Vecchio è un prodotto ottimo da mangiare semplicemente come insalata oppure come condimento di zuppe e piatti di ogni genere.

Dove viene prodotto
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