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Abruzzo Prodotti

Cipolla di Alife

Ortofrutticoli e cereali, Ortaggi e conserve vegetali

Presidio Slow Food

Descrizione

Carte d’Identità
La Cipolla di Alife Presidio Slowfood è una cipolla di pezzatura media, di sapore dolce e molto intenso. La consistenza è fragrante e soda, il colore rosso rame e vivace. Tra Alife e la sua cipolla c’è un rapporto così stretto che i suoi abitanti sono conosciuti come i “cipollari”, appellativo meritato dalla pervicacia e dalla tempra del loro carattere; lo stesso termine vuole rendere omaggio a questa varietà di cipolla, gradevole alla vista e intensa al palato.

La Storia
La sua coltivazione è così antica che, secondo una leggenda, i gladiatori romani avessero l’abitudine di strofinarsela addosso per rassodare i muscoli. Nel medioevo, quando la pianura alifana venne invasa dai Longobardi, la cipolla veniva usata per pagare l’affitto, o presentata in dono come regalo prezioso. La sua leggenda continua, descrivendola come rimedio per i casi più disparati, dalla perdita dei capelli ai morsi dei serpenti.

L'Area
Nel territorio di Alife, area di pregiata bellezza, di ricchezza naturalistica e umana, con uno dei siti archeologici più belli della provincia di Caserta, anche se non adeguatamente valorizzato, da sempre si è coltivata la cipolla.

La Stagionalità
La cipolla di Alife matura a luglio/ agosto  e l’essiccazione fogliare avviene in campo. Con le foglie appassite si procede con la “nzeta”, cioè la conservazione. La conservazione avviene su graticci in canna appoggiati alle pareti, all’ombra, e dura 20-30 giorni, dopo i quali le cipolle possono essere messe in commercio. La confezione nelle “nzete” permette di poter aspettare anche 8 mesi prima di consumare il prodotto.

Preparazione e abbinamenti
La Cipolla di Alife si mangia cruda (in insalate), come ingrediente di frittate oppure messa in agrodolce. La "cipollata" è tra le gustose ricette della tradizione culinaria alto-casertana. Antica pietanza che potremmo definire nobilmente “di recupero”, poiché l’ingrediente predominante – ma non principale – è il prezioso pane raffermo, cotto e ammorbidito in tegame, possibilmente di ceramica. Ad arricchire il sapore e il profumo di questa ricetta oltre alla cipolla troviamo i fagioli, coltivati sapientemente dai contadini, che sopperivano all’esigenza di proteine, data l’assenza di carne e pesce.
La cipolla Alifana è ricca di sali minerali e vitamine, soprattutto di vitamina C, inoltre contiene molti fermenti e sostanze che aiutano la digestione e stimolano il metabolismo. Altro elemento di rilievo che ritroviamo nella cipolla alifana è la quercetina, diversi studi hanno mostrato che è in grado di influenzare positivamente le quantità di trigliceridi e colesterolo nel sangue, fattori cruciali nel rischio di insorgenza delle malattie cardiovascolari.

Dove viene prodotto
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